Débacle dei bancari, Monte dei paschi crolla a 2,44

Governo: borsa in calo (-2,08%), spread torna alle stelle (233 punti), la mossa di Mattarella non paga

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

MILANO – Le indecisioni gravi del Presidente Mattarella, la durata del periodo post elezioni che si protrae da ormai 85 giorni, superando il vecchio record di Amato, un primato questo di cui il presidente siculo intronato da Renzi può senza dubbio andar fiero, hanno portato al progressivo calo della Borsa e all’innalzamento ulteriore dello spread. Lo stop al Governo M5S-Lega non ha  arginato le vendite a Piazza Affari, che torna a perdere oltre il 2 per cento.

La nomina di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review ed ex capo della delegazione del Fmi per l’Italia, non basta a sciogliere l’incertezza politica per il futuro del Paese, vicino a nuove elezioni, molto probabilmente subito dopo l’estate. Il Ftse Mib risale a fine seduta dai minimi di giornata, ma chiude in ribasso del 2,08% a 21.932 punti.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi archivia la giornata in area 235 punti, con un rendimento superiore al 2,6%, ai massimi dalla fine del 2013. Per la Borsa di Milano è un ulteriore colpo, che cancella i guadagni registrati dal 4 marzo in poi, tornando ai livelli a ridosso della data delle elezioni.
L’Euro, sul mercato dei cambi, è in calo a 1,16 dollari e le Borse europee risentono del clima di incertezza: tranne Londra, chiusa per festività, gli indici del Vecchio Continente sono negativi. La Borsa di Francoforte cede lo 0,58%, la Borsa di Madrid lo 0,63% e la Borsa di Parigi lo 0,6%.

Sul Ftse Mib prosegue il crollo degli indici bancari: Il Ftse All Share Index Banks cede il 4% ed è ai minimi da un anno. Le maggiori perdite si concentrano su Finecobank (-7,2%), Mps (-7,05%), Banca Generali (-6,7%) e Banco Bpm (-6,5%). Vendute anche Mediobanca (-6%), Unicredit (-3,8%) e Intesa Sp (-3,24%). Pochi i titoli positivi, tra cui quelli del lusso: Moncler segna +0,56%, Ferrari +0,44%.

Il titolo più penalizzato, assieme a Banco Bpm (-25,8%), è stato Mps, che ha lasciato sul terreno il 24,5%, chiudendo oggi a 2,44 euro, nuovo minimo storico. L’istituto senese ha bruciato circa 900 miliardi di capitalizzazione, di cui 600 milioni in conto al Tesoro, primo azionista con il 68,2% del capitale. Quattrini nostri, che si aggiungono a quelli già buttati per salvare la grande banca del Pci. Dietro a Mps si collocano Ubi Banca (-22%), Mediobanca (-20%), Unicredit (-17%), Bper (-16,4%) e Intesa Sanpaolo (-16%).

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