Flat tax e sforbiciata pensioni d’oro: la prima compenserebbe i tagli dell’altra

ROMA – Il Messaggero in edicola si è cimentato su un calcolo preventivo di quello che accadrebbe se realmente il Governo mettesse in pratica due delle misure annunciate, flat tax e taglio delle pensioni d’oro.
Ebbene, secondo il quotidiano romano, innanzitutto gli introiti derivanti dal taglio sarebbero molto limitati, ma poi la riduzione delle tasse, molto elevate per quei livelli di reddito, al 15% e 20%, produrrebbe un risparmio molto più rilevante del taglio. Per cui, secondo quest’analisi, in fondo i pensionati d’oro alla fine ci guadagnerebbero.
Dunque la ricerca in questione proverebbe che sarebbero circa 30 mila i pensionati interessati, con un risparmio per lo Stato pari a 115 milioni. Un’operazione di pura immagine, oltretutto a rischio incostituzionalità. Potrebbero essere questi i numeri essenziali dell’operazione pensioni d’oro contenuta nel programma del nuovo governo e ribadita dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento al Senato. Dunque i benefici per il bilancio pubblico sarebbero contenuti, ma per gli interessati la penalizzazione netta (in media intorno al 5-6 per cento, ma crescerebbe in relazione all’entità dell’assegno) sarebbe più che compensata in caso di entrata in vigore della cosiddetta flat tax che più correttamente è una tassazione del reddito basata su due aliquote, 15 e 20 per cento.
