Rossi e Nardella chiedono più forze dell'ordine

Firenze, nomadi arrestati: Rossi chiede più legalità e sicurezza. Tutti aspettano Matteo Salvini

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Incredibile, Rossi chiede aiuto a Salvini

Mentre scoppia la crisi diplomatica fra Italia e Francia a causa della questione dei migranti trasportati da nave Aquarius, bloccati da Salvini e dirottati in Spagna,  ed emergono platealmente le contraddizioni dell’Europa e di molti Stati membri su tali questioni, Firenze riesce a superare il clamore internazionale su queste vicende. La nostra città è balzata, suo malgrado, agli  onori delle cronache per la morte di un giovane, Duccio Dini, investito da due auto condotte ad altissima velocità da nomadi residenti nel Campo del Poderaccio.

Tutta la città si è sollevata, i due maggiori responsabili politici delle istituzioni toscane, Nardella e Rossi, non trovano di meglio, nel loro infinito buonismo, che invocare pene più severe per i responsabili e la chiusura dei campi rom.  Rossi non si smentisce e aggiunge: «bisogna stare attenti al razzismo e alla discriminazione. L’odio razziale trasformerebbe la Toscana nel Far West. Chiedo con fermezza il rispetto della legge. I criminali vanno arrestati e puniti. E lo scandalo dei campi Rom deve essere eliminato con il loro superamento».

Ma intanto rom e migranti spadroneggiano quasi impuniti ovunque. Soltanto Firenzepost ha rilevato come, nella giornata di oggi, le cronache nazionali abbiano segnalato – separatamente fra loro – tre operazioni effettuate contemporaneamente a L’Aquila, Trento e Firenze da magistratura e Forze dell’ordine. Non sarebbe stato certo politicamente corretto evidenziare la presenza, praticamente su tutto il territorio del centro-nord, di organizzazioni criminali dedite allo spaccio di droga, composte essenzialmente da richiedenti asilo nordafricani.

Ma sembra che adesso, dopo gli insuccessi elettorali del Pd, il calo del M5S e di Forza Italia, e l’avanzata prepotente della Lega di Salvini, il vento stia cambiando e anche i sinistri di casa nostra si stiano convertendo a richieste di maggiore legalità e di freno all’illegalità diffusa e impunita di certe categorie. Pur se agitano sempre lo spettro del fascismo e del razzismo, da contrastare assolutamente.

Su questo punto possiamo anche essere d’accordo, anche se il razzismo è alimentato per lo più dal troppo buonismo imperante. Tornando alla situazione fiorentina non abbiamo apprezzato particolarmente il blitz compiuto dal sindaco, accompagnato da Questore e Comandante dei carabinieri, al campo nomadi del Poderaccio. Lo hanno fatto ovviamente per rendersi conto della situazione, ma, fra le righe, hanno rassicurato i residenti del campo, intimoriti da alcune minacce ricevute. Andrebbero rassicurati piuttosto i cittadini che abitano in quella zona, che da anni protestano per quelle sgradite presenze.

In tale situazione mi ha meravigliato, anzi grandemente stupito, la conversione sulla via di Damasco del Presidente Enrico Rossi. Aduso a farsi fotografare con gli amici rom, a non tenere in considerazione il duro lavoro delle Forze dell’ordine, dopo il triste episodio fiorentino invoca addirittura l’aiuto della sua bestia nera,  Matteo Salvini:  «Quando verrà Salvini, chiederò che ci dia una mano per finanziare il piano dello smantellamento dei campi rom, cosa alla quale la Regione ha già contribuito notevolmente insieme ai sindaci. Chiederò la copertura della pianta organica della polizia di Stato, e che i nuovi assunti siano messi sulle strade, nei quartieri, a presidiare le strade». Il compagno di fede politica di Laura Boldrini, di Luigi Manconi, da sempre fieri ed acerrimi nemici delle Forze dell’ordine, adesso auspica quasi uno Stato di polizia, da far invidia a Putin.

Ma lasciamo da parte le considerazioni sull’ondivago e incoerente comportamento dei politici di sinistra, pronti a dirigersi dove tira il vento. Riteniamo positivo il fatto che quasi tutto lo schieramento politico (ma durerà?) si stia orientando verso l’introduzione di regole più rigide, anche di carattere penale. E pretenda la maggiore presenza delle Forze dell’ordine sulle strade per limitare la criminalità, la più efficace funzione deterrente della pena, eliminando l’ampio margine di discrezionalità ancora concesso alla magistratura. Spereremmo anche in una miracolosa conversione della sinistra per chiedere il respingimento o l’espulsione degli immigrati irregolari e maggiori controlli sui rom, ma forse pretendiamo troppo.

Chi l’avesse detto solo 10 anni or sono sarebbe stato bollato come bieco fascista. Adesso lo sostengono addirittura gli apostoli del progressismo, i puri sostenitori del politicamente corretto, della solidarietà senza limiti, grazie ai quali siamo caduti nella situazione attuale. Meglio tardi che mai.

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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