Una riforma che potrebbe unire e non dividere

Costituzione e riforme: le macroregioni possono esser create senza modifiche della Carta

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Palazzo Sacrati Strozzi sede della Regione Toscana

Palazzo Sacrati Strozzi sede della presidenza della Regione Toscana

Ho sottolineato più volte come la riforma del titolo V della costituzione, attuata dal centrosinistra nel 2001, abbia creato molti danni, e che sia stato un male per il nostro Paese che non sia stata presentata autonomamente la parte del referendum renziano che intendeva ridurre e razionalizzare i poteri delle regioni, enti costosi e in parte superflui. In Francia le hanno ridotte di un terzo in sei mesi, in Italia le clientele da difendere a livello politico locale impediscono interventi tesi a sanare l’amministrazione e la finanza pubblica, eliminando dannosi centri di spesa e di potere.

La necessità di intervenire in questa materia è sostenuta anche dal prof. Sabino Cassese, ex ministro e giudice costituzionale. Le possibilità di istituzione delle Macroregioni, dice il professore, «sono quelle inserite nella Costituzione che consente in una apposito articolo la possibilità che il disegno amministrativo dell’Italia, che risale all’antica Roma, venga modificato. Può sembrare
strano ma è il disegno delle antiche legioni romane, cioè la divisione militare dell’Italia che è stata all’origine dei compartimenti che poi sono stati all’origine delle regioni italiane. Noi dovremmo uscire dalla storia romana ed entrare nella storia dell’Italia del futuro».
I vantaggi delle Macroregioni – ha detto ancora il prof Sabino Cassese sono semplici: «economie di dimensioni che vuol dire che ci sono degli erogatori di servizi pubblici che hanno un bacino ed erogano servizi per chi vive in quel bacino. Gli ostacoli sono quelli di chi pensa solo al passato e che non sanno comprendere che esiste un futuro in un Paese».

Un disegno di questo genere, volto a semplificare, razionalizzare e risparmiare, potrebbe mettere d’accordo molte parti politiche. Non è un segreto, del resto, che l’istituzione della macroregioni era uno dei primi cavalli di battaglia della Lega Nord di Umberto Bossi e del politologo Gianfranco Miglio, che poi ha trovato, molti anni dopo, un sostanziale seguace nel Governatore toscano Enrico Rossi, che da tempo sostiene la necessità di creare una macroregione detta l’Italia di mezzo. La riforma delle regioni potrebbe compiere il miracolo di far ragionare intorno a uno stesso tavolo, con prospettive simili, perfino Rossi e Nardella con Salvini, posto che la smettano di bisticciarsi sui temi dei rom e del razzismo.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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