Firenze: il «Macbeth» diretto da Muti incanta e galvanizza il pubblico del Maggio Musicale

FIRENZE – Finisce in gloria l’81° Festival del Maggio Musicale Fiorentino con uno sfolgorante «Macbeth» di Giuseppe Verdi diretto da Riccardo Muti, che ha catturato l’attenzione del pubblico fin dalle prime battute, nonostante fosse in forma di concerto. Tanti erano i colori dell’Orchestra e del Coro del Maggio, così ben percepibili le mille sfumature, così perfetta la sintonia di tutti col Maestro, che dell’opera, dopo oltre quarant’anni di assidua e proficua frequentazione, dà una lettura sempre più limpida e ricca allo stesso tempo, che ci si accorgeva a stento dell’assenza delle scene.
Pianissimi quasi sussurrati, ma perfettamente distinguibili, pieni orchestrali di grande forza, un lavoro di cesello raffinatissimo, un’energia sorprendente in ogni momento: a non sapere chi c’era sul podio, si sarebbe potuto pensare a un direttore non ancora arrivato al cinquantesimo compleanno, più che a uno che sta festeggiando il cinquantesimo anniversario di una relazione complicata ma intensa col Maggio Musicale Fiorentino. Un amore per l’istituzione e per Firenze (la prima città a credere in lui quando aveva solo 27 anni) che il Maestro ha voluto esprimere anche a fine concerto, auspicando inoltre che si realizzi il suo sogno di veder traslate dal Père Lachaise di Parigi alla Basilica di Santa Croce (dove il sepolcro sarebbe già pronto) le spoglie di Luigi Cherubini: per l’occasione dirigerebbe in Santa Croce il Coro e l’Orchestra del Maggio nel «Requiem» del grande compositore fiorentino, che desiderò invano di tornare nella sua città. Speriamo che l’appello arrivi a chi di dovere (magari il Presidente della Repubblica?) e che si possa dare questa soddisfazione al Maestro Muti e a Firenze.
Quanto alla compagnia di canto, Luca Salsi, già protagonista dell’allestimento alla Pergola per il Maggio di cinque anni fa, è stato un Macbeth sicuro e autorevole, che ha ben reso l’allucinata ferocia del personaggio, Francesco Meli un Macduff dalla voce squillante ed eroica, Riccardo Zanellato un Banquo molto nobile; Vittoria Yeo, anche se la parte della terribile Lady Macbeth richiederebbe una voce di maggior potenza e colore sulle note centrali, ha saputo supplire con l’arte (ottima la scena IV dell’ultimo atto). Ma la meraviglia è data dall’insieme di solisti, Orchestra e Coro, lodati e ringraziati da un sorridente Muti a fine spettacolo, e dall’incredibile vitalità del Maestro, che a mezzanotte e passa, dopo un primo incontro col pubblico alle 18 e quattro ore di «Macbeth», si è ancora concesso agli spettatori nel Bookshop del teatro (e farà altrettanto dopo la recita di venerdì prossimo).
Una serata per molti versi storica e indimenticabile (con quattro chiamate in scena già alla fine del primo atto). Ancora biglietti disponibili per la sola replica, venerdì 13 alle 20.
