Sentenza choc dei supremi giudici

Occupazioni abusive: la Cassazione legittima quelle dei centri sociali purché paghino le bollette

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

La Corte di Cassazione

ROMA – Giudici italiani ancora al fianco di chi pratica scientemente l’illegalità. Una sentenza che farà esultare i no-global e i loro simpatizzanti. La Suprema Corte ha stabilito che i militanti dei centri sociali che svolgono attività in favore del loro territorio e pagano regolarmente le bollette non possono essere sgomberati dagli edifici occupati, specie se l’ente proprietario dell’immobile ha mostrato «acquiescenza».

I giudici della Cassazione erano stati chiamati a mettere una parola definitiva sulla vicenda dell’ex macello comunale di Pignataro Maggiore, paesino di seimila anime a nord di Caserta famoso per aver dato i natali a Mario Tessuto, l’interprete di «Lisa dagli occhi blu» (una delle colonne sonore degli anni Sessanta). La Procura di Santa Maria Capua Vetere voleva a tutti costi il sequestro della struttura che da quasi quindici anni ospita il centro sociale «Tempo rosso», ma dopo il «no» del Tribunale (il 5 marzo scorso) nei giorni scorsi è arrivato anche quello degli «ermellini» della Seconda sezionale penale.

In sintesi: non vanno sgomberati gli edifici diventati centri sociali laddove il proprietario (in genere il Comune) abbia mostrato acquiescenza «ingenerando (…) il convincimento della legittimità dell’occupazione», anche «attraverso atti come il pagamento dell’energia elettrica».

In effetti già il Tribunale aveva ricordato che «il Comune aveva prestato ventennale acquiescenza all’occupazione, sostanzialmente legittimandola, e impedendo la configurazione del reato (occupazione abusiva, ndr)». Con lo stesso pronunciamento è quindi arrivata la conferma dell’archiviazione delle accuse per otto uomini e due donne, compresa quella di non essere intervenuti su uno stabile pericolante (lavori che «in ogni caso sarebbero stati di competenza del Comune»).

Sentenza che farà discutere Nel dichiarare infondato il ricorso della Procura («Del tutto generico, non configura alcuna violazione di legge»), i giudici supremi hanno dunque «legalizzato» de facto un centro sociale occupato. Una sentenza che creerà polemiche, tanto più che solo due mesi fa nella vicina Caserta era esplosa un’altra polemica intorno a un centro sociale, l’«Ex Canapificio», uno scontro che aveva coinvolto l’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini ed era stato innescato dal ferimento di due immigrati che frequentano la struttura (coinvolta nel progetto Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo).

E che avrà conseguenze nefaste anche su alcune occupazioni abusive che, anche a Firenze, durano da tempo immemorabile. Ma questa è la giustizia italiana.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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