Ancora critiche alla proposta, ritenuta incostituzionale

Pensioni d’oro: anche Cosmed (dirigenti medici) e Damiano (Pd) all’attacco del progetto, ma Di Maio non molla

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

ROMA – Arrivano altre novità sul tema delle Pensioni d’oro, il provvedimento voluto fortemente dal M5S e dall’attuale ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che non perde occasione per minacciare i pensionati che lui considera privilegiati.

Secondo quanto denuncia la Cosmed (associazione di dirigenti e medici pensionati),  tramite il suo segretario generale Giorgio Cavallero. A proposito di tagli alle pensioni più alte ha detto «Sta passando un principio di retroattività delle leggi incostituzionale ed inquietante, devastante per lo stato di diritto e per la credibilità di un sistema previdenziale pubblico nel quale i lavoratori hanno investito per gran parte della loro vita fino al 33% delle proprie retribuzioni». Poi dalla Cosmed arriva un commento anche alle ultime novità sulle Pensioni per l’uscita anticipata: «Si parla di quota 100 ma con almeno 64 anni, meno di quanto si può ottenere con il cumulo e l’anticipo  pensionistico attuale. Quanti in campagna elettorale negavano o sottacevano il debito pubblico, adesso per aumentare le pensioni minime di pochi euro si vedono costretti a distruggere principi fondamentali del sistema previdenziale pubblico».

Su Blasting news si rileva anche che Cosmed avrebbe precisato che la soglia degli 80 mila euro lordi all’anno non equivale a 4.000 euro netti al mese, come in un primo tempo prospettato. Alla cifra di 4.000 – stando a quanto riporta l’associazione – vanno sottratte le addizionali comunali e regionali. Il nuovo tetto minimo – dunque – è fissato tra i 3.780 e i 3.922 euro netti per un totale di 13 mensilità.

Attraverso il proprio sito ufficiale, Cesare Damiano (Partito democratico) ha invitato il Movimento 5 Stelle a prendere una posizione netta sul taglio alle cosiddette pensioni d’oro. Sulle pensioni il Governo chiarisca cosa vuole fare «perche’ la proposta D’UVa e’ diversa da quella di Di Maio. «Di Maio – spiega – continua a ripetere che si agira’ sul ricalcolo retroattivo dei contributi, mentre D’Uva ha presentato un disegno di legge che fa riferimento al ricalcolo retroattivo dell’eta’ di andata in pensione. Due cose profondamente diverse. E dire che sono dello stesso partito. Volete dirci qual e’ la linea? Lo chiedo per favore. Anche gli italiani lo vorrebbero sapere, al di la’ delle sparate demagogiche». Il Pd, spiega quindi Damiano, non e’ d’accordo sul ricalcolo retroattivo: «L’abbiamo sempre detto, anche quando lo ha proposto il Pd per i vitalizi. E’ pericoloso: dato che sarebbe incostituzionale limitarlo soltanto alle pensioni piu’ alte, esiste il rischio reale che per essere validato debba essere applicato a tutti, anche alle pensioni piu’ basse. Non sono interrogativi da poco: bisogna entrare nel merito e non stare permanentemente in campagna elettorale. Qualcuno potrebbe obiettare: se siete contro il ricalcolo non volete tagliare i privilegi. No, al contrario: vogliamo utilizzare le strade gia’ praticate con successo come il contributo di solidarietà. La Corte Costituzionale lo ha gia’ approvato, al contrario di quello che sostiene Di Maio, e quindi andiamo sul sicuro. Il risultato di risparmio – assicura Damiano – sarebbe lo stesso. Domanda di riserva: la Lega, non era per il contributo di solidarieta’? La denuncia di Maroni sul rischio salasso per il Nord produttivo, rimarra’ inascoltata?».

 

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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