Poca attenzione alla sicurezza

Le riforme della scuola si susseguono, ma i problemi restano sempre gli stessi. Personale, sicurezza, dirigenti

di Ezzelino da Montepulico - - Cronaca, Cultura, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

ROMA – La «Buona Scuola» di Renzi ha portato all’immissione in ruolo di molti docenti, la maggior parte dei quali sradicati dalla Regione d’origine, ha dato adito a migliaia di ricorsi dei docenti, tutti accolti, non ha alleviato il problema dei precari, che sussistono ancora, ma soprattutto non ha portato alcun giovamento per la sicurezza degli istituti scolastici. Solo il 30 per cento delle scuole italiane infatti è a norma con la certificazione antincendio: lo ha detto ad Omnibus il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. In molti istituti scolastici infatti non c’è una certificazione di messa a norma su impianti elettrici, termici ecc, nel 50 per cento manca una valutazione dei rischi. Per non parlare della sicurezza antisismica, ancora inesistente in molti istituti, nonostante siano passati ormai sedici anni dal dolorosissimo evento di San Giuliano di Puglia.

«Abbiamo un importante lavoro da fare» ha osservato il ministro Bussetti, ma prima di lui lo aveva affermato la Fedeli, che aveva iniziato a cambiare le regole del gioco per consentire un avvio regolare dell’anno scolastico. Nessuno dei due, per correttezza, ha osservato che i precedenti governi, insediati da Napolitano, non hanno curato molto questi aspetti.

Non solo la sicurezza, ma anche gli organici soffrono. Qui per la verità Renzi ha fatto qualcosa, rimpinguando i concorsi e immettendo migliaia di precari in ruolo, ma restano ancora molti vuoti da coprire che rendono problematico, in parte, l’avvio dell’anno scolastico. Di nuovo il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti: «Abbiamo una mancanza in organico di 1700 presidi, ma abbiamo già attivato una prima procedura concorsuale per coprire queste mancanze e faremo altri concorsi. Tutto è dovuto al fatto che non si fanno concorsi da anni perché si è assunto molto fino agli anni 70-80 ed ora molti vanno in pensione; serve un rinnovo del personale».

Non solo, tardano anche le assunzioni in ruolo. Da orizzontescuola.it apprendiamo che «al 27 agosto è stato assunto in ruolo soltanto il 16,5% del personale docente al Nord, il 29,7% al Centro, il 46,7% al Sud». E che «l’apertura delle Graduatorie ad esaurimento, attualmente, è prevista dal comma 3-quinquies all’art. 6 del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 91 del 25 luglio 2018, licenziato dal Senato. Il testo sarà discusso presso la Camera dei Deputati l’11 settembre, giorno della manifestazione nazionale dei precari e del primo sciopero dell’anno scolastico indetto da Anief per il personale della scuola. Né va meglio per il personale ATA, dove per l’aggiornamento della terza fascia dove hanno presentato domanda migliaia di aspiranti si dovrò aspettare fino al 20 settembre.Non si sa poi lo stato della nomina dei 9.838 collaboratori scolastici e Ata previsti».

Sembra dunque che ci si avvi verso un altro inizio di anno scolastico difficile per famiglie, studenti e professori. Nonostante le varie riforme, si fanno sentire ancora, unico paese in Europa, gli effetti del 68, celebrato con esultanza e gioia quest’anno dai vari reduci da quegli anni formidabili.

 

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Ezzelino da Montepulico

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