Sgomberi e occupazioni abusive: si cambia. Il Viminale impone ai prefetti di accelerare le operazioni

ROMA – Gli immobili occupati abusivamente devono essere sgomberati con la dovuta tempestività, per evitare il consolidarsi di situazioni di illegalità che possano pregiudicare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici. E’ l’indicazione contenuta in una circolare inviata dal Viminale ai prefetti, ai commissari per le province autonome di Trento e Bolzano e al presidente della Regione Valle d’Aosta. Salvini vuole rimediare in questo modo al buonismo delle precedenti disposizioni, emanate sotto la gestione Minniti, che legavano lo sgombero alla preventiva sistemazione degli occupanti abusivi, premiando in tal modo chi si era reso responsabile di illegalità.
E’ necessario, si legge nella nota, «attendere agli sgomberi con la dovuta tempestività, rinviando alla fase successiva ogni valutazione in merito alla tutela delle altre istanze, nella consapevolezza che il consolidamento di situazioni d’illegalità possa recare un grave pregiudizio ad alcuni dei principali valori di riferimento nel nostro ordinamento .

L’occupazione degli immobili costitusce da tempo una delle primcipali problematiche che affliggono i grandi centri urbani del Paese, è la  premessa della circolare che ricorda il decreto legge in materia del 2017, rilevando come «nonostante gli sforzi profusi da tutte le componenti del sistema, alla luce delle evidenze emerse, la gestione del tema dell’occupazione arbitraria degli immobili non ha compiuto significativi passi avanti, se non rispetto alle misure di natura
preventiva rivolte ad evitare nuove occupazioni. Le indicazioni contenute nella circolare, precisa il
Viminale, si applicano anche all’esecuzione di sgomberi resi necessari da altre situazioni di rilievo, come le precarie condizioni di sicurezza degli immobili, che potrebbero emergere a seguito delle
ordinanze contingibili e urgenti adottate dal Sindaco».
La circolare, infine, prevede «entro la fine del mese di settembre, un primo punto di situazione sullo stato del fenomeno nelle rispettive province con l’indicazione delle iniziative avviate».

CENSIMENTO –  Controlli delle condizioni sociali ed economiche degli occupanti abusivi di immobili, anche attraverso «ogni possibile censimento degli occupanti, che deve essere condotto, nelle forme ritenute più adeguate». Anche questo è previsto dalla circolare mandata ai prefetti italiani dal Viminale, che indica gli indirizzi da attuare, relativamente alla occupazione arbitraria di immobili.
«Il censimento – spiega il Viminale – dovrà essere finalizzato alla possibile identificazione degli occupanti e della composizione dei nuclei familiari, con particolare riguardo alla presenza all’interno degli stessi di minori o altre persone in condizioni di fragilità, oltre alla verifica della situazione reddituale e della condizione di regolarità di accesso e permanenza sul territorio nazionale. Non possono essere sottovalutate le difficoltà che gli operatori sociali potranno incontrare nell”esecuzione dei suddetti accertamenti. Pur tuttavia tali operazioni devono essere condotte con la massima rapidità, sfruttando, ove possibile, le risultanze dei registri di anagrafe, o anche dei dati in possesso di altre pubbliche amministrazioni, nonché degli stessi Servizi sociali per quegli occupanti che già beneficiano di eventuali prestazioni assistenziali. In ogni caso, potrà essere verificata la situazione reddituale dei diretti interessati e della loro rete parentale. Soltanto qualora all’esito dei suddetti accertamenti si abbia fondato motivo di ritenere che i soggetti in situazione di fragilità interessati dall’esecuzione dello sgombero sarebbero privi della possibilità di soddisfare,
autonomamente o attraverso il sostegno dei loro parenti, le prioritarie esigenze conseguenti alla loro condizione, i Servizi sociali dei Comuni dovranno attivare gli specifici interventi, che, qualora siano ritenuti sufficienti ed adeguati dai competenti uffici comunali, sulla base di una ponderata valutazione, avuto riguardo anche alle possibilità in concreto dell”Ente, non potranno essere considerati negoziabili. Per tutti gli altri occupanti che non si trovano in situazioni di fragilità, invece, potrà essere ritenuta sufficiente l’assunzione di forme più generali di assistenza, da rendersi nell”immediatezza dell’evento. Ad esempio, potranno essere individuate strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione da parte loro di soluzioni alloggiative alternative»,

 

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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