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Meloni al congresso della Uil: l’abbraccio con la mamma di Luana D’Orazio

La Premier Giorgia Meloni con Emma Marrazzo

PADOVA – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo intervento al 19esimo congresso della Uil, in corso a Padova, ha ricordato Luana D’Orazio, la giovane operaia morta stritolata da un orditoio a Montemurlo il 3 maggio 2021 quando aveva solo 22 anni. In sala la mamma di Luana, Emma Marrazzo.

“In apertura della relazione” di Pierpaolo Bombardieri – ha detto la premier -“c’era una domanda che oggettivamente fa tremare i polsi: di quale dignità parliamo se ancora oggi più di 1000 persone all’anno non tornano a casa dal lavoro? Oltre 1000 volte l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti. Persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate. Io, anche io voglio qui rivolgere un pensiero di riconoscenza commossa, anche per il suo bel caldo abbraccio, a chi ha trasformato un dolore inimmaginabile come la perdita di una figlia in un impegno per la vita”.
“E quindi – prosegue Meloni dopo averla già salutata sotto al palco – anche io voglio dire a Emma, la mamma di Luana D’Orazio, che tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria, e che la battaglia alla quale lei ha dato vita in memoria di sua figlia è una battaglia che ci coinvolge, che ci riguarda, che ci mobilita uno a uno. E che ha già ispirato anche una proposta che la Uil ha avanzato e che il governo ha fatto propria, che è l’istituzione delle borse di studio per accompagnare ragazzi e bambini che hanno perso i loro genitori sul posto di lavoro durante il percorso di studio dalla scuola primaria fino all’università”. 

Le borse di studio “sono già operative, possono contare su un investimento strutturale di 26
milioni di euro l’anno. Sarà una goccia nel mare Emma, però non sarebbe stato possibile senza di te, senza il tuo coraggio, senza la tua forza, senza i tuoi splendidi occhi che ci insegnano quanto, quanto non basta non dimenticare”. “Bisogna costruire per impedire che non accada di nuovo. Non tutti avrebbero avuto la stessa forza, non tutti ce l’hanno avuta. Noi – conclude – ti siamo tutti quanti riconoscenti”.



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