le anticipazioni dei grillini

Reddito di cittadinanza: si carica sulla tessera sanitaria e si spende solo in Italia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

ROMA – Il reddito di cittadinanza potrebbe essere caricato sulla tessera sanitaria e speso solo in Italia, in modo da far rimanere quello che esce dalle tasche dello Stato all’interno dei confini nazionali per far crescere i consumi e dare una spinta all’economia. Luigi Di Maio comincia così a delineare il nuovo meccanismo, che funzionerebbe attraverso  strumenti tecnologici e totalmente tracciabili, bancomat o tessera sanitaria provvista di chip. Nell’esempio illustrato dal viceministro, «basterà dare il bancomat al fornaio che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software e scalerà la cifra dell’acquisto». Un meccanismo simile a quello dei buoni pasto elettronici con la differenza che sarà lo Stato a ripagare in giornata i commercianti.

PLATEA: si tratterebbe di 6,5 milioni di persone. Il reddito personale deve raggiungere i 780 euro quindi dovrebbe
essere erogato per intero a chi parte da zero, mentre per chi ha qualche forma di entrata si tratterebbe di una integrazione. L’accesso potrebbe essere legato all’Isee. Per evitare abusi il ministro dell”Economia Giovanni Tria ha dato mandato alla GdF di mettere a punto un piano specifico di controlli.

DIRITTI E DOVERI: per ottenere il sussidio bisognerà impegnarsi in un percorso di formazione professionale, prestare 8 ore di lavoro gratuito a settimana nel proprio Comune e non rifiutare, senza motivo, più di tre offerte di lavoro.

I CENTRI PER L”IMPIEGO: il loro rafforzamento è il primo passo essenziale per il funzionamento del nuovo strumento. Ad oggi infatti, secondo gli ultimi dati Eurostat, in Italia meno di 1 su 4 cerca lavoro attraverso le strutture pubbliche, che comunque già non riescono, soprattutto al Sud, a gestire l’attività ordinaria. Per la riforma si punta ad utilizzare circa 2 miliardi dai fondi europei.

Altre precisazioni sono fornite dal viceministro all’Economia, la grillina Laura Castelli. «Ogni cittadino che ha diritto al reddito potrà adoperare la propria tessera bancomat e recarsi in un negozio. Poniamo che debba comprare del pane: gli basterà dare il bancomat al fornaio, che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software, e scalerà la cifra dell’acquisto. Non ci sarà alcuno scambio di denaro: il negoziante riavrà dallo Stato in giornata la cifra spesa dal singolo cittadino, come già avviene ora con i normali acquisti. E le banche di acquirente e venditore non avranno visionato nulla».

REDDITO –  Mentre non si conoscono ancora i dettagli sulla platea dei beneficiari e sui requisti per l’erogazione, quel che è certo è che si partirà da gennaio con il rafforzamento dei centri per l’impiego, mentre gli assegni, di 780 euro mensili, dovrebbero essere erogati a partire da marzo-aprile.

I REQUISITI – Per ottenere il reddito di cittadinanza, bisognerà sottostare ad alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà, iscriversi al centro per l’impiego, svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, e soprattutto accettare uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l’impiego. Dopo il rifiuto di tre offerte, infatti, i cittadini saranno esclusi dal sussidio. Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza, dovrà inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

COME SI PUO’ SPENDERE – Per quanto riguarda i pagamenti che necessitano di bonifico bancario, come il versamento dell’affitto, Castelli ha spiegato che si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app. Così facendo, ha precisato il viceministro all’Economia «potremo far sì che il reddito venga tutto destinato al consumo, e controllare il modo in cui viene speso. E così potremo anche garantire il pagamento dell’Iva».

ESCLUSIONI – Inoltre «prevediamo di escludere alcuni circuiti da questo processo. Per capirci, nessuno potrà usare il bancomat per scommettere. Le tecnologie per i pagamenti sono già tutte disponibili. Mentre ci vorranno alcune settimane per incrociare le banche dati di Inps, centri per l’impiego, Comuni e centri di formazione». Niente a che vedere, però con la social card per gli anziani. «E’ un metodo diverso – rimarca Castelli – nessuno avrà paura di sentirsi ghettizzato usando una carta riconoscibile, perché potrà adoperare il suo consueto tesserino bancomat».

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