Via al suo Giro d'Italia

Claudio Baglioni: strada facendo…50 anni di canzoni. Trionfo a Firenze. E un grido: «Baciami!»

di Gilda Giusti - - Cronaca, Eventi, Musica, Spettacolo, Top News

Claudio Baglioni al Mandela Forum di Firenze: tre ore di canzoni riassunte da un repertorio lungo 50 anni

FIRENZE – Tre minuti di parole, dopo tre ore di canzoni, per due serate consecutive al Mandela Forum di Firenze. Ma proprio mentre Claudio Baglioni, stanco ma visibilmente contento, sta per pronunciare qualche frase di ringraziamento, dopo aver cantato senza lanciare messaggi alla Celentano, ma solo ripercorrendo una straordinaria carriera cominciata a 17 anni, nel 1968, ecco, mentre sta per parlare si alza un grido: «Baciami!». E lui, cantautore capace di attraversare mezzo secolo sempre sulla cresta dell’onda, e diventare direttore- dittatore al festival di Sanremo (che dirigerà anche nel 2019), non si lascia impressionare. Risponde: «Lo avrei fatto, se non me lo avessi chiesto…». Giù applausi dalle migliaia di fans assiepati nella platea e sulle tribune del Mandela. Fans preparatissimi, capaci di accompagnarlo cantando tutte, ma proprio tutte, frase per frase, le canzoni snocciolate nelle tre ore di esibizione. Il pubblico di Firenze – è stato fatto notare – si è mostrato il più preparato sul repertorio baglioniano. Migliore anche di quello veronese, dove Claudio aveva presentato il suo tour, Centro, partito ora da Firenze e che a Firenze si concluderà, nell’aprile 2019, dopo aver fatto il giro d’Italia.

Doveva essere un grande spettacolo. E in effetti lo è. Canzoni, ovvio,  dalle note più celebri (strada facendo…, quella tua maglietta fina…, i vecchi, le ragazze dell’Est e via celebrando) fino a una coreografia che più ricercata non si può. Ventiquattro ballerini-acrobati, cinque coriste, costumi di scena cambiati ogni volta a tempo di record. Esibizione dei ballerini a tordo nudo con entusiasmo popolare alle stele.  Voce dal pubblico: «Katia che cosa gli faresti?». Lui, Claudio Baglioni, professionale al massimo livello ma anche grande appassionato della sua opera e della sua arte, ha curato ogni dettaglio. Ha voluto essere al Centro: ossia sul palco piazzato in mezzo al Mandela fra fantastici giochi di luce, effetti speciali, lavoro eccezionale di tecnici, costumisti, montatori. Alla fine ha confessato: «Da ragazzino non credevo di sfondare. Poi pensavo: un giorno finirà. Invece sono ancora qui, con mezzo secolo in più addosso. Vi ringrazio per questo…». Evvai, strada facendo, Baglioni va avanti. E fra sei mesi sarà ancora qui.

 

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Gilda Giusti

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Redazione Firenze Post

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