Finalmente si va nella giusta direzione

Parigi, migranti: associazioni umanitarie, Dublino è inefficace cambiamo l’Europa

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

PARIGI – Non sono soltanto Salvini e l’Italia che si scagliano contro il sistema dei trattati di Dublino per l’accoglienza di prifughi e richiedenti asilo. A Parigi numerose associazioni umanitarie, ovviamente di sinistra, hanno denunciato ad alta voce che «il sistema di Dublino si è rivelato ingiusto quanto inefficace». Questo uno dei fondamentali messaggi lanciati dall’Institut Montaigne e Europa-Nova, che in occasione del vertice Ue di Bruxelles, tirano il campanello d’allarme e avanzano 16 proposte per salvare il diritto d’asilo in Europa tra cui lo stop alla controversa clausola sul Paese di primo ingresso che pesa da anni su Paesi come l’Italia o la Grecia.
In un rapporto congiunto di 130 pagine intitolato, appunto, «Sauvons le droit d’asile» – i due think tank francesi chiedono una rifondazione della politica Ue sull”asilo, oggi più che mai in pericolo. «Le soluzioni proposte fino ad ora per rispondere alle disfunzioni del sistema di Dublino – avvertono i due centri studi – sono insufficienti e, per alcuni, inaccettabili. Tra l’altro, si prosegue nel rapporto – la situazione attuale fa il gioco di certi governi o partiti
politici che, lungi dal voler porre fine ai problemi, puntano sull’aggravarsi della crisi e sono pronti a sacrificare la
coesione europea per interessi elettoralistici».
Institut Montaigne ed Europa Nova mettono quindi sul tavolo 16 proposte concrete, tra cui l’abolizione della clausola di Paese di primo ingresso dai trattati di Dublino, la trasformazione degli organismi nazionali incaricati di gestire
le richieste d’asilo in autorità indipendenti svincolate dalla politica, la creazione di un Ufficio per il diritto d’Asilo in
Europa (Odae) incaricato, tra l’altro, di coordinare le agenzie nazionali e redistribuire le richieste d’asilo in caso si
concentrino eccessivamente su un solo Paese, penalizzare finanziariamente gli Stati membri che rifiutano di partecipare ai meccanismi di ripartizione. La speranza è che queste misure possano suscitare l’attenzione e contribuire al lavoro dei leader Ue riuniti a Bruxelles.

Una volta tanto le richieste della Associazioni umanitarie coincidono con quelle avanzate dai governi italiani, sia di centrodestra che di centrosinistra, a conferma che si tratta di un’esigenza urgente e sottovalutata dall’incapace Europa.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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