Ancora una rievocazione per gli angeli del 1966

Firenze, Alluvione ’66: un libro racconta lo straordinario impegno di tanti poliziotti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura, Libri

FIRENZE – Le parole di Eugenio Giani riassumono bene lo straordinario valore di un volume che verrà presentato lunedì 19 novembre nella Sala del Gonfalone del Consiglio regionale e ricorda episodi sconosciuti dell’alluvione del 1966, il grande contributo offerto dalla polizia di Stato.

«Il volume descrive perfettamente il sostegno prezioso dato dalla Polizia alla cittadinanza. La Polizia mise in campo 48 funzionari, 50 ufficiali, 8 unità di polizia femminile, 40 impiegati civili, 380 sottufficiali, 2384 guardie, 150 autocarri, 10 automezzi, 400 motomezzi e 34 natanti. Nella città e nei dintorni vennero effettuate 2.594 operazioni di soccorso».  Questo il contributo dato dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato, come ricorda nella prefazione il Capo della Polizia Franco Gabrielli e come illustrano in 148 pagine ricche di foto, episodi e aneddoti sconosciuti i due autori del libro «La Polizia di Firenze nell’alluvione del ’66», Edizioni dell’Assemblea. Gli autori sono Sergio e Daniele Tinti, padre e figlio, il primo dirigente generale di Pubblica Sicurezza in quiescenza, già a capo della Polizia stradale della Toscana, il figlio, già funzionario di Polizia, autore di altre rievocazioni storiche.

Sergio e Daniele, nella premessa, affermano: «Gli eroi dell’alluvione, insieme ai colleghi delle altre forze di polizia e ai militari di ogni arma e grado, furono loro: come li ha definiti il giornalista Franco Mariani, gli angeli con le stellette». Sono tanti gli episodi, spesso oscuri, narrati nel volume e moltissime le foto tratte dai polverosi archivi consultati dagli autori, ai quali va il grande merito di aver dissepolto dall’oblio tanti atti e comportamenti eroici, che altrimenti sarebbero passati nel dimenticatoio. E soprattutto di aver ridato voce, attraverso le testimonianze di chi è ancora in vita e ha vissuto quei momenti drammatici, all’intervento delle forze istituzionali, la cui azione è spesso stata messa in secondo piano rispetto all’attività, pur meritoria, degli Angeli del Fango, gli studenti che da ogni parte del mondo vennero a Firenze per contribuire al recupero del patrimonio artistico e librario.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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