Si prova ad aggiustare le cifre

Manovra: il governo tratta sul taglio del deficit. Ipotesi: rinvio del reddito di cittadinanza

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano

Matteo Salvini a Palazzo Chigi per il vertice con Conte e Di Maio

ROMA – Manovra: si cambia. Rinvio, al massimo a giugno, del reddito di cittadinanza. E il restringimento della platea di quota 100. Sono queste le due leve su cui il governo punta per abbassare il deficit e convincere l’Europa a evitare la procedura d’infrazioni. La linea emerge al termine di un vertice di governo durato circa un’ora nella serata a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Alla riunione hanno partecipato anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e i sottosegretari all’Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia.  Alla fine Conte, Di Maio e Salvini firmano una nota congiunta per dire che non è una questione di decimali ma che, nella sostanza, si è disponibili a cambiare la manovra.  L’idea di partenza è spostare risorse pari circa 0,2% del Pil (poco meno di quattro miliardi) dalle spese per reddito di cittadinanza e pensioni, agli investimenti. Se all’Europa non basterà, quelle stesse risorse (magari qualcosa in più) saranno destinate alla riduzione del deficit. Intanto l’apertura del governo a rompere il muro del 2,4% e ridurre il deficit piace ai mercati: cresce la borsa, cala lo spread.

Ma la trattativa nel governo non è priva di tensioni, perché dalle aperture, bisogna passare ai fatti. Perciò Conte e Giovanni Tria incontrano in serata Di Maio e Salvini a Palazzo Chigi: la Commissione europea chiede all’Italia di mettere nero su bianco il calo del deficit e il contenimento della spesa nella manovra. Ma per farlo bisogna rimodulare il reddito di cittadinanza e quota 100: rinviarli, ridurre la platea. L’intesa ancora non c’è: «Si è concordato – spiegano il premier e i vice – di attendere le relazioni tecniche su reddito e pensioni al fine di quantificare con precisione le spese effettive. Le somme recuperate saranno riallocate, privilegiando la spesa per investimenti». Si proverà a sondare se a Bruxelles possa bastare la riallocazione da spesa corrente a investimenti. Contatti, fa sapere il portavoce di Jean Claude Juncker, sono in corso a tutti i livelli.

In serata fonti M5s spiegano che la platea di quota 100 si ridurrà molto probabilmente per effetto delle penalizzazioni. Mentre per il reddito di cittadinanza l’idea è far partire la misura, causa anche tempi tecnici di riforma dei centri dell’impiego, non più ad aprile ma con qualche settimana di ritardo, magari a giugno. Il reddito di cittadinanza non cambia pelle e un decreto arriverà entro Natale, assicura il leader M5s. Ma nella Lega c’è ancora chi spinge perché la misura cambi. La proposta più estrema prevede la trasformazione del reddito in un taglio del cuneo fiscale: non darlo, cioè, ai singoli ma direttamente alle aziende che li assumono.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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