Critiche anche per Salvini

CIDA: i pensionati d’oro, per Di Maio, sono categoria più temibile degli evasori fiscali

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Pensioni

Matteo Salvini

ROMA – «Apprendiamo che le pensioni medio-alte sono diventate un simbolo, un criterio di  discriminazione sociale che va perseguito e, se possibile, rimosso: categoria più temibile, evidentemente, degli evasori fiscali che sottraggono alle casse dello Stato 130mila miliardi,
per un mancato gettito di 30 miliardi l’anno». Così Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commenta le parole del vicepremier, Matteo Salvini, intervenuto oggi sulle cosiddette pensioni d’oro. «La posizione del leader leghista è certamente più congrua delle posizioni estremiste ed ideologizzate espresse recentemente dal vicepremier Di Maio. Resta tuttavia la spiacevole sensazione di essere considerati dei simboli  negativi, dei capri espiatori da sacrificare su un simulacro di altare della legalità e della giustizia sociale. Evidentemente aver lavorato tutta una vita con posizioni di responsabilità, aver versato pesanti contributi previdenziali (che in  un’assicurazione privata avrebbero garantito rendite maggiori), aver contribuito alla costruzione di un Paese più moderno e competitivo, sono valutazioni che non suscitano appeal politico in questa fase storica», prosegue Ambrogioni.
«Credevamo, ingenuamente, che i nemici di una società civile e democratica, fossero coloro che non pagano le tasse, o non versano i contributi. Credevamo che questi fossero i parassiti. Solo che, questi ultimi, prima di essere messi alla gogna vanno individuati, scovati, portati nei tribunali e
condannati. I pensionati, invece, basta cercarli nell’anagrafe tributaria. Sono sempre stati lì, perché fanno, da sempre, il loro dovere di cittadini», conclude Ambrogioni.

Ha perfettamente ragione Ambrogioni, questo governo segue indirizzi e teorie tese a sacrificare il ceto medio e a privilegiare gli evasori e i fannulloni, molti dei quali hanno votato in massa soprattutto il M5S con il miraggio del reddito di cittadinanza, che sembra difficile da garantire nella misura promessa e alla platea promessa. E allora Di Maio, per accontentare quel tipo di clientela, ben definita e identificata da Ambrogioni, vuole penalizzare chi ha sempre lavorato e pagato le tasse. Un po’ quello che ha fatto Macron in Francia, quel Macron che ora sembra travolto dalle rivolta dei gilet gialli. Indumenti che anche in Italia sono molto diffusi.

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