Protesta vibrata nel mondo dell'auto

Ecotassa cambia: colpirà suv e auto di lusso. Ma il governo non ha le idee chiare

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Top News

ROMA – Quali sono le auto di lusso? E davvero sono le più inquinanti? Il governo procede a tentoni e non risponde alle domande che arrivano dal mondo dell’auto, giustamente preoccupato dalla piega che potrà prendere il provvedimento penalizzante da inserire nella tormentata manovra. L’ecotassa resta, ma interesserà soltanto le auto di lusso e i suv, non le vetture di piccola cilindrata come la Fiat Panda. E arriva il bonus per chi acquista macchine con basse emissioni, uno sconto che arriverà fino a 6.000 euro per le meno inquinanti, quelle con emissioni vicine allo zero, prevalentemente ibride ed elettriche. Si profila così il sistema di bonus-malus ambientale per le auto, che il governo sta mettendo a punto nella manovra finanziaria. L’intenzione è anche quella di aumentare l’installazione delle colonnine per la ricarica di auto elettriche, infrastruttura fondamentale perché proprio l’assenza di una rete di ricarica veloce è stato finora uno dei maggiori limiti alla loro diffusione. Contro la nuova misura insorgono le associazioni dei produttori di auto e dei concessionari.

«La nuova tassa ricorda il superbollo, non ha effetti sulla riduzione dell’inquinamento, crea un ammanco nel bilancio dello Stato e impatterà sull’occupazione del Paese», affermano Anfia, Federauto e Unrae, che chiedono al governo «di eliminare dalla manovra di bilancio di ogni ulteriore gravame fiscale a carico degli automobilisti» e di rinviare tutto al 2020. Le associazioni delle case automobilistiche sostengono che con queste misure, le entrate dello Stato, che per i veicoli venduti nel 2017 erano state di 9,4 miliardi (Iva e Ipt), potrebbero scendere anziché salire. Non commenta per ora Fca che nei giorni scorsi ha minacciato di rivedere il piano industriale da 5 miliardi annunciato per gli stabilimenti italiani. Nella stesura approvata alla Camera le misure di bonus e malus si coprono a vicenda, con incassi della tassa stimati in 300 milioni di euro nel 2019 (e di poco superiori negli anni successivi) da destinare agli incentivi per elettriche, ibride o poco inquinanti. Molte cose sono ancora da chiarire, ad esempio quali siano le auto di lusso da tassare e con che metodo si misurerà tale appartenenza. Il restringimento dell’ecotassa solo su suv e auto di lusso dovrebbe portare a un conseguente restringimento anche della platea dell’ecosconto per le auto a basse emissioni.

Secondo l’emendamento approvato a Montecitorio, il bonus è suddiviso in tre fasce. Avrà uno sconto di 1.500 euro chi comprerà auto che emettono tra 70 e 90 grammi di CO2 al km, ad esempio la Skoda Citigo o la Fiat Punto 1.3 multijet (che non è più in produzione), mentre il bonus sarà di 3.000 euro per le vetture con emissioni tra 20 e 70 grammi al chilometro come l’Audi A3 Etron, la Mitsubishi Outlander Phev o la Toyota Yaris 1.5 hybrid. Il massimo incentivo riguarda i modelli con emissioni tra 0 e 20 grammi al chilometro: in questa fascia rientrano, ad esempio, la Citroen C0, la Renault Nose o la Volkswagen egolf. Per il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, ‘padre’ della misura, è certo che lo sconto di 6.000 euro sarà confermato anche nella versione definitiva.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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