I due vicepremier in sintonia

Migranti: anche Di Maio con Salvini contro i sindaci ribelli

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

CHIETI – «Molti sindaci che contestano il Decreto Sicurezza non lo hanno letto perché vengono garantiti il diritto alla salute, il diritto allo studio a tutti, i bambini non si toccano e non possono essere espulsi. Semplicemente non si regalano altri diritti ai furbetti come veniva fatto fino a ieri». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Chieti per la prima tappa del tour elettorale in Abruzzo. «Avere una accoglienza così dopo sette mesi di Governo, in un momento comunque complicato, è motivo di orgoglio. Per me la polemica non esiste, c’è una legge dello Stato, firmata dal presidente della Repubblica, applicata dal 99% dei sindaci».

E il vicepremier Luigi Di Maio rincara: «Ci sono sindaci che ragionano se aprire o chiudere i porti. Vorrei ricordare che non hanno nessuna autorità per legge e quindi questo dimostra che tutte queste dichiarazioni fanno parte di una grande occasione per fare un po’ di campagna elettorale e chiedere un po’ di voti ai cittadini.  Nessun Governo – ha proseguito – dirà mai ad un sindaco di disobbedire ad una legge dello Stato. Come Governo non lo diremo perché l’abbiamo sostenuta e la portiamo avanti: se c’é qualche membro della maggioranza che si sente a disagio si deve ricordare che ne é membro e che questo dl l’ha votato, che il governo lo sta applicando, che lo sosteniamo. La protesta dei sindaci è una boutade politica. Se ci saranno dei ricorsi che in via incidentale andranno alla Corte Costituzionale e sarà la Corte a giudicarli».

Quanto all’ipotetico braccio di ferro tra Salvini e Conte per le protesta di alcuni sindaci contro il Dl Sicurezza, Di Maio ha detto di non avere notizie di qualche membro del Governo che si stia opponendo ad un incontro tra l’Anci e il presidente del Consiglio. Anche perché ricordiamo che l’Anci ha al suo interno comuni a favore del decreto sicurezza, tra cui anche i nostri sindaci che lo applicheranno e alcuni che invece non vogliono applicarlo.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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