Analisi precisa del provvedimento di Di maio

Pensioni d’oro: il nuovo contributo di solidarietà è ritenuto incostituzionale da molti esperti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Pensioni, Politica

Il taglio alle pensioni d’oro tanto voluto da Giggino Di Maio nell’ultima manovra economica potrebbe avere vita breve. Come già successe cinque anni fa, anche questa volta la Corte costituzionale potrebbe bocciare la misura che a suo tempo era stata introdotta da Mario Monti e poi da Enrico Letta. Lo hanno affermato molti esperti, giuristi e costituzionalisti, tenendo conto di precedenti sentenze in proposito emesse dalla Consulta, e adesso il sospetto viene sollevato anche dall’ex magistrato Domenico Cacopardo che su Italia oggi spiega – con tesi per la verità un po’ azzardata, ma in parte condivisibile – come solo i 90enni oggi godono di una pensione solo retributiva, tutti gli altri hanno costruito il loro assegno sulla base del sistema contributivo.

In realtà sembra che Cacopardo non ricordi che il calcolo della pensione col solo sistema contributivo è iniziato il 1° gennaio 2012, fino al 31 dicembre 1995 era in vigore il sistema retributivo, poi negli anni seguenti ha iniziato a diventare via via più importante la parte contributiva rispetto alla retributiva, col sistema cosiddetto misto. 

Secondo Cacopardo, il risparmio ottenuto dai tagli «non è tale da influire in modo significativo sulle pensioni non d’oro. Il taglio dovrebbe mettere a disposizione del governo una cifra inferiore ai 28 milioni di euro che, di fronte alla spesa previdenziale, sono il classico cucchiaino di fronte all’immensità del mare. Quella del governo insomma è una esplicita punizione per chi ha lavorato in posizioni di alta responsabilità amministrativa e sociale, oltre che una soddisfazione regalata a chi non ha lavorato o ha lavorato in posizioni subordinate, senza nessun beneficio pratico».

Il contributo di solidarieta’ e’ gia’ stato scrutinato e validato da Corte Costituzionale e CEDU; almeno quello di Letta del 2014 triennale. L’attualeversione di contributo  potrebbe debordare dai principi fissati dalla Consulta, in particolare per quanto riguarda la non reiterabilita’, la durata(5 anni!), il legittimo affidamento (visti gl importi).

Questa seconda parte del ragionamento di Cacopardo è molto più convincente ed è condivisa da una buona parte di esperti e costituzionalisti, tranne quelli che evidentemente hanno consigliato il governo gialloverde.

Il quale dovrebbe invece lottare più decisamente contro l’evasione e l’elusione fiscale. Ogni anno sfuggono alla Stato 132 miliardi di evasione fiscale e  10 di evasione contributiva, su cui si sono invece fatti condoni tombali, favorendo indirettamente gli evasori fiscali, mentre con altri provvedimenti si  punivano i titolari di pensione! Per privilegiare fannulloni e nullafacenti con il reddito di cittadinanza.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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Commenti (5)

  • LAURA ORTENZI

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    Grazie per i vostri articoli… al sig. Di Maio andrebbe posto un solo quesito…quando un’azienda metalmeccanica manda in Cassa integrazione straordinaria i suoi dipendenti, l’onere di questa solidarietà ricade solo sui lavoratori metalmeccanici oppure pagano tutti i cittadini ? Ed allora, perché per la solidarietà sulle pensioni debbono pagare solo i pensionati ?

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  • Mario

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    Loro, che ai potenziali “ladri evasori” condonano miliardi, sono capaci di additare ed infangare il lavoro serio e meritevole di migliaia di dirigenti di questa Repubblica. Il sig. Di Maio e i suoi amici devono smetterla di additare, senza mai fare un nome, i destinatari di pensioni alte come “ladri” che succhiano il sangue di chi lavora senza dire mai i nomi di questi ladri. Saranno querelati presto e pagheranno per le loro false accuse. 43 anni di servizio da direttivo e poi da dirigente versando tutti i contributi previsti ho ottenuto solo quanto prevedono le leggi. Odio, arroganza e ignoranza becera affliggono chi dovrebbe governarci esercitando il rispetto dei diritti. Abbiamo solo tanti Masaniello.

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  • Francesca

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    Quello che non ricorda Cacopardo, e che sembra ignoto anche a vo del Firenzepost, i è il fatto che il vituperato sistema “retributivo” aveva un meccanismo “puntivo” verso le pensioni alte in quanto il coefficiente di rivalutazione scendeva dal 2% fino a sotto l’1%.
    Grazie a questo i pensionati retributivi più benestanti (>7000€/mese) con contributi versati con regolarità in una vita lavorativa di 35-40anni prendono meno di quanto prenderebbero con un calcolo solo contributivo.
    Lo dice anche INPS
    https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?iIDLink=104
    Tagliare sostanziosamente la pensione a questi è un furto, nn è solidarietà:
    Dovevano tagliare solo i privilegi non i diritti!!

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    • Paolo Padoin

      Paolo Padoin

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      Grazie di avercelo ricordato, ma lo avevamo scritto in passato in tanti articoli pubblicati in materia di pensioni, visto che siamo uno dei pochi mass media che difendono i pensionati

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    • angelo

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      Verissimo!!!.
      Ho dovuto restituire somme importanti proprio perché il sistema contributivo era a me più favorevole del sistema retributivo e per legge mi è stato applicato retroattivamente – in una logica semplicemente vessatoria – il sistema meno conveniente. Ed ora, paradossalmente, con una pensione superiore a 100.000 euro devo subire un’ulteriore decurtazione. Se è giusto che ci sia solidarietà sociale – per un semplice principio di equità e non di discriminazione – logica vorrebbe che fosse a carico di tutti i redditi alti, non solo di quelli da pensione.

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