Il disastro della notte fra il 12 e 13 gennaio del 2012

Naufragio Concordia: 7 anni dopo l’Isola del Giglio celebra la tragedia e il modello di ripartenza

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Eventi, Politica, Reportage

Fuga dalla Concordia, il dramma del 13 gennaio 2012

Fuga dalla Concordia, il dramma del 13 gennaio 2012

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – Non è un anniversario fato solo di lacrime e ricordi, quello del naufragio della nave da crociera Concordia all’Isola del Giglio. E nemmeno ci si sofferma troppo sul comandante, Francesco Schettino, finito in carcere. La chiave di lettura, non sbagliata, del sindaco, Sergio Ortelli, è questa: sette anni dopo il naufragio della nave Costa Concordia l’isola del Giglio si propone come modello di ‘ripartenza’ di un territorio colpito da una tragedia. E’ il suggerimento del sindaco affinché, dice, «poter trarre dalla nostra esperienza un insegnamento positivo, applicabile anche in altri contesti. E ovviamente senza con questo dimenticare i 32 morti del naufragio e le sofferenze inferte agli altri passeggeri, alla popolazione e all’ambiente».

RICORDO – Una commemorazione pubblica con il lancio di una corona di alloro in mare, una processione sul molo la sera e poi sirene e campane a distesa alle 21.45, orario dell’urto con gli scogli della nave comandata da Francesco Schettino. Tuttavia, ora che la vicenda sta conoscendo il lato estremo della sua conclusione – sull’isola si è al ripristino ambientale definitivo dei fondali sfregiati dalla nave adagiata e poi dai cantieri – Ortelli fa un passo avanti e suggerisce un rilancio in chiave costruttiva del disastro: «Vorrei che la nostra esperienza di gigliesi venisse messa a disposizione di altre tragedie, di altri eventi avversi che colpiscono altri territori. Sottolineo la capacità di riscatto del Paese, di risolvere una vicenda che non era certo semplice, con un danno di immagine globale che poi abbiamo recuperato grazie a tutti gli interventi attuati, dalla messa in sicurezza ambientale, al progetto di parbuckling, allo smantellamento della nave. Ciò grazie a un rapporto tra il pubblico e il privato che è stato un modello e andrebbe replicato».

COSTA CROCIERE – Ancora il sindaco: «Qui al Giglio il privato da cui è provenuto il danno, cioè Costa Crociere, si è fatta carico di tutto, e il cosiddetto pubblico, gli enti, a partire dal nostro piccolo Comune, travolto dall’emergenza con immediata paralisi amministrativa, ha saputo coordinare e vigilare sugli interventi programmati, che hanno risolto il problema e l’isola ne sta uscendo definitivamente. Dico questo pensando a luoghi dove avvengono disastri, anche terremoti che però non hanno nessuna causa umana – dice ancora Ortelli -. Credevo che lo stesso metodo venisse usato dopo il crollo di ponte Morandi a Genova. Invece osservo che la grande azienda privata concessionaria è stata messa da parte. Avrebbero invece dovuto agire come abbiamo fatto noi con Costa, mentre il pubblico vigilava su procedure e progetti stabiliti. Così al Giglio la quiete sta tornando dopo la tempesta». Attesi per le iniziative il capo dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Vedranno un Giglio che è ripartito, che non dimentica, ma guarda avanti, con 13 cantieri pubblici avviati negli ultimi tempi.

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Ernesto Giusti

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