Ci si avvia al voto, le previsioni degli esperti

Elezioni europee: i sondaggi per ora premiano la Lega, vicina al 36%, il Pd resta intorno al 17%

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

L’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, in prospettiva elezioni europee, mostra che i 5 Stelle scendono al 25,4%, il Carroccio è vicino al 36, il Pd resta il terzo partito al 17,3, mentre FI è al 7. Indecisi o astenuti più di 4 elettori su 10.
I risultati delle Europee dirimeranno il tema del peso delle due forze di maggioranza al Governo, con possibili ripercussioni sui loro rapporti. Siamoancora distanti dalle elezioni e ora in campagna elettorale quasi permanente ci sono soprattutto i due partiti di governo. Le due forze di opposizione, in difficoltà per motivi diversi, entreranno in partita più tardi. Forza Italia probabilmente nelle prossime settimane dopo la nuova «discesa in campo» di Berlusconi, il Pd dopo le primarie. Nel prossimo mese ci saranno le Regionali in Abruzzo e Sardegna, che avranno un peso non irrilevante nel definire il clima con cui si andrà al voto europeo.
Uno dei primi elementi da tenere in conto è la stima della partecipazione al voto europeo. Alle elezioni del 2014 si recò alle urne, in Italia, circa il 59% degli aventi diritto, e poco meno del 56% espresse un voto valido. Oggi la partecipazione sembrerebbe attestarsi su percentuali simili a quelle di allora, con il 43% incerto o propenso a non votare. Un dato significativo che, ragionevolmente, potrebbe alzarsi con l’avanzare della campagna elettorale.

Gli orientamenti di voto attuali indicano la Lega ai suoi massimi, accreditata del 35,8%, un risultato davvero rilevante e superiore alle ultime stime per le Politiche. La Lega conferma dunque la sua avanzata soprattutto per la capacità di cogliere i sentimenti forti dell’opinione pubblica. Inoltre, le vicende delle ultime settimane (linea della fermezza sui migranti e cattura di Cesare Battisti) sembrano concorrere a questa crescita di consenso.
I 5 Stelle si attestano al 25,4%, quasi due punti sotto le stime di voto politico, un calo dovuto in alle divisioni interne, alla grande trasversalità dell’elettorato, alla complessità dei temi che Di Maio si trova a gestire.
II Pd è accreditato di un risultato che lo colloca al 17,39, in calo rispetto alle stime di fine dicembre, ma in ripresa rispetto a quelle di novembre. È un dato che conferma non tanto la capacità attrattiva, quanto la tenuta del proprio elettorato. Nonostante le difficoltà evidenti, il Pd riesce comunque a mantenere il proprio «zoccolo», mantenendosi vicino al risultato del 4 marzo.
+Europa fa registrare un risultato superiore al voto politico, che però non le consentirebbe di superare la soglia di sbarramento. FI si attesta al 7%, in calo rispetto alle intenzioni di voto per le Politiche, ma è da vedere se la candidatura di Berlusconi, che senza dubbio ha una valenza non irrilevante. riuscirà a recuperarne una parte.
Fratelli d’Italia mantiene il proprio dato, al 3,4%, percentuale che non consentirebbe l’elezione di parlamentari europei.
Queste le stime in prossimità della partenza della vicenda elettorale, sulla quale potrebbero avere un peso non indifferente i risultati che il governo riuscirà a trarre dai due provvedimenti simbolo, quota ioo e reddito di cittadinanza, che saranno operativi qualche mese prima del voto. I gialloverdi confidano in un effetto se non pari almeno nella linea degli 80 euro di Renzi, che fruttarono al Pd oltre il 40% di voti. Salvo poi la caduta agli inferi del rottamatore quando ci si accorse che in molti casi gli 80 euro in più avevano causato un passaggio di aliquota e quindi una riduzione, invece che un aumento, delle disponibilità degli interessati.
Vedremo cosa succederà di qui a maggio, anche se sarà difficile un calo sostanzioso e sostanziale dei suffragi presunti a favore della maggioranza gialloverde. Né Renzi, né Berlusconi né Zingaretti (o chi per lui), sembrano in grado di modificare in modo sostanzioso le posizioni (e le percentuali) attuali.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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