Il parere dell'ex presidente della Commissione Ue

Prodi: queste elezioni segneranno il destino dell’Europa. I sovranisti sono uno contro l’altro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Romano Prodi candidabile per i renzianiROMA – Romano Prodi, intervistato da Riccardo Iacona per la puntata ‘Europa all’ultimo voto’ che andrà in onda sabato 23 febbraio alle 21.45 su Rai3, dice la sua opinione sul futuro dell’Europa: «L’Europa non funziona bene come vorremmo perché è un pane mezzo cotto e mezzo crudo, l’abbiamo fatta a metà. I sovranisti vogliono un’Europa che non abbia le strutture in comune, che non abbia la moneta, che non abbia un esercito. E quindi che non conti nulla di fronte alle nuove caravelle».

«Il nostro destino verrà segnato da queste elezioni. Oggi siamo nella seconda globalizzazione e le nuove caravelle sono Google, Apple,
Alibaba e eBay. Giganti che accumulano ricchezza, forza e capacità di influenzare e sono tutti americani o cinesi. Allora vogliamo davvero
scomparire di nuovo dalla carta geografica del mondo?».

Prodi risponde anche alle critiche di chi accusa l’Europa di essere  solo delle banche e non dei popoli ricordando le parole di Helmut
Kohl: «Quando fu fatto l’euro chiesi all’allora cancelliere tedesco ‘perché vuoi l’euro e il mondo degli affari del tuo paese non lo vuole?’. E lui mi rispose perché mio fratello è morto in guerra. Non mi ha dato la risposta del banchiere! Perché l’Europa ha salvato la pace. Dall’Impero romano in poi non abbiamo mai avuto tre generazioni di pace».

E sull’ipotesi che le forze sovraniste possano essere le protagoniste assolute nella formazione del nuovo Europarlamento, l’ex premier è convinto che «per definizione nella politica concreta i sovranisti non possono stare assieme. Quando Salvini dice – aggiunge Prodi – che gli altri paesi europei debbano prendere i migranti, il suo sodale sovranista ungherese dice ‘ma tu sei matto, io non ne prendo neanche uno’. Quando andiamo alle politiche concrete, se sono sovranisti cioè nazionalisti, per definizione sono l’uno contro l’altro. Per progredire e lavorare insieme con la pace ci vuole tanto tempo – sottolinea Prodi-.  Con le guerre si fa presto a unificare, la storia lo dice. Questo è un progetto democratico in cui tutti debbono aderire. Non è vero che è un progetto burocratico. Poi succede Brexit e vediamo che è così complicato, così difficile e così dannoso per quel Paese che va via÷.

Prodi conclude con un appello alla mobilitazione a favore dell’Europa il 21 marzo. «È la giornata di San Benedetto patrono d’Europa e ho
chiesto agli italiani di metter fuori la bandiera europea. E’ un gesto di pace, è una proposta che mi viene dal cuore».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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