Le parole di buon senso del vescovo

Pistoia: il vescovo Tardelli, il decreto Salvini è una legge che non mi piace, ma va rispettata

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura

PISTOIA  – «Non chiediamo alle istituzioni di andare contro alle leggi dello Stato, ma attenzione verso le persone in difficoltà prese in carico dalla Chiesa e dalle realtà della società civile. A me questo decreto non piace perché – e prendo a prestito le parole dei vescovi siciliani – mette in grave insicurezza, sulla strada, tanti figli di Dio, a iniziare dai più deboli, dalle donne e dai bambini. Non ho
timore a dirlo chiaramente».

Così il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli intervenendo all’incontro «Dopo il decreto sicurezza, come cambia il sistema di accoglienza con la Legge 132/2018».
L’appuntamento, svoltosi nella sala conferenze del convento di San Domenico a Pistoia, è promosso da Diocesi, Caritas e Fondazione Migrantes. «Sono anche altre le leggi che non mi piacciono – ha aggiunto Tardelli – perché la bontà di una legge non è data dal fatto che
sia approvata da una maggioranza ma dal fatto che corrisponda alla verità e dignità della persona umana. Quindi si può e anche si deve contestare una legge ma finché in un paese esiste un Parlamento eletto democraticamente, l’unico modo per cambiarla o farne di nuove è acquisire consenso». Monsignor Tardelli, che ha lanciato un appello a fare rete sociale da parte di tutti coloro che sinceramente hanno a cuore il bene dell”umanità e la soluzione dei problemi, ha messo in evidenza quelle che a suo parere sono le falle del decreto, ossia la riduzione delle disponibilità finanziarie per i bandi per la gestione dei Cas, con riduzioni dei servizi offerti, e le evidenti nuove difficoltà nella possibilità di ottenere lo status di protezione, con l”impossibilità di iscrizione alle anagrafi comunali, con tutto ciò che ne consegue in termini di rapporto con la comunità.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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