Auguri Pasqua 2019

La sentenza europea

Trasporti: regolare il bando Tpl aggiudicato nel 2016 a Autolinee toscane. Lo ha deciso la Corte di giustizia Ue

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

BRUXELLES – L’aggiudicazione, nel 2016, della concessione del trasporto pubblico in Toscana ad Autolinee Toscane non è viziata dal fatto che tale società è partecipata dalla francese Ratp. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue, chiamata a pronunciarsi sul caso dal Consiglio di Stato italiano. La disputa giudiziaria nasce dal ricorso intentato dal consorzio Mobit contro l’aggiudicazione alla società Autolinee Toscane (AT) della concessione del trasporto pubblico locale in Toscana. Per Mobit, AT avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara in virtù di un regolamento europeo del 2007 (n.1370), che prevede il divieto per un ‘operatore interno’ di partecipare a gare relative a bacini territoriali diversi da quelli in cui già opera in condizioni di vantaggio non concorrenziale. Con la sentenza odierna, la Corte Ue ha rilevato che, in base a una norma transitoria, il regolamento 1370/2007 non è applicabile a un procedimento di aggiudicazione svoltosi prima del 3 dicembre 2019, come quello oggetto del procedimento.

In merito a tale sentenza però ecco i rilievi di Mobit: «Con la sentenza pubblicata oggi la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che le limitazioni alla partecipazione a gare per i soggetti affidatari di servizi in house, quale il Gruppo RATP al quale appartiene Autolinee Toscane, non si applicano per il periodo transitorio previsto dal Regolamento CE n. 1370/2007 e cioè fino al 3 dicembre 2019.
La sentenza aggiunge però che quel principio non vale nel caso in cui le Autorità di uno Stato membro abbiano deciso di applicare anticipatamente le norme del Regolamento che dispongono quelle limitazioni.
Ad avviso di Mobit, questo è precisamente il nostro caso, come risulta dalla documentazione di gara, e come sarà adeguatamente illustrato in Consiglio di Stato, davanti al quale la questione e l’intero ricorso torneranno nei prossimi mesi. Lungi dall’essere allo stato decisa per effetto della sentenza della Corte di Giustizia, la vicenda è tuttora pienamente controvertibile, il che impone di attendere il pronunciamento del Giudice amministrativo prima di procedere a qualunque considerazione definitiva, e prima soprattutto di adottare atti o provvedimenti che genererebbero soltanto ulteriori contenziosi, anche risarcitori».

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