Da martedì 9 a domenica 14 aprile

Firenze: il Teatro della Pergola chiude la stagione con «Barry Lyndon»

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

«Barry Lyndon» (foto Salvatore Pastore)

FIRENZE – Ultimo spettacolo della stagione 2018-2019 al Teatro della Pergola, dove da martedì 9 a domenica 14 aprile Giancarlo Sepe dirige gli attori della Compagnia del Teatro La Comunità in «Barry Lyndon (Il creatore di sogni)», tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray e che fa sue le emozioni dell’omonimo capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick.

«Lo spettacolo – afferma Sepe – si lega al sogno, alle cose desiderate, ma solo immaginate nella notte, nel guardar le stelle, come se tutto il divenire della vita, prima di mutarsi in realtà, fosse stampato nel firmamento per essere desiderato da chi lo scruta. Anche la guerra, non certo cosa buona e desiderabile, è solo sognata e prende il suo avvio tragico e geometrico nel paesaggio fatto di nebbia e ombre». In scena ci si vuole avvicinare ancora di più alla favola nera che racconta la vita avventurosa, tra amori e guerre, di Redmond Barry di Barry du Barry.

«Le memorie di Barry Lyndon», scritto nel 1844 da William Makepeace Thackeray, parla di cose giuste e ingiuste, del sacro e del profano. Tutto per entrare nella vita, e coglierne il meglio, del perfetto millantatore e arrampicatore sociale qual è Redmond Barry di Barry du Barry.

«Barry mostra la sua battaglia per trasformare la sua vita in qualcosa di bello e travolgente – dice ancora Giancarlo Sepe – sin dalle prime battute, sin dal suo amore per la cugina avida e civetta, che da quel momento lo costringerà a una discesa agli inferi ineluttabile e drammatica. S’innamora della donna che, da borghese campagnolo, lo trasformerà nel conte di Lyndon senza remore e tentennamenti, varca le soglie dell’aristocrazia e scompagina una realtà che non conosce, solo con il preteso ‘buonsenso’ delle persone comuni, troppo poco. Il suo nuovo mondo gli appare magico e spettrale, come se gli altri fossero fantasmi nel buio e, invece, sono i nobili, che lo detestano perché non appartiene alla loro casta […]. Se non avessi visto il film non avrei mai deciso di fare questo spettacolo, perché non conoscevo il romanzo di Makepeace Thackeray. In Kubrick si parla in terza persona del protagonista, mentre nel romanzo Barry si esprime in prima persona e questo è un aspetto affascinante che riprendiamo in scena: il personaggio si rivolge direttamente alla platea. Egli, quindi, palpita e vibra, raccontando al pubblico le sue storie e le sue disavventure. Si aprono squarci di verità improvvise: Barry fa i conti con la propria coscienza».

Il teatro dà l’opportunità di mettere in scena una cronaca dei fatti in tempo reale, con un racconto a tutto tondo. Come in una sorta di confessione di un cabarettista degli anni Sessanta, Barry Lyndon dice tutto e il contrario di tutto.

Teatro della Pergola (via della Pergola 18, Firenze)

Da martedì 9 a domenica 14 aprile (ore 20:45, domenica ore 15:45)

«Barry Lyndon (Il creatore di sogni)», tratto liberamente dal romanzo di William Makepeace Thackeray, riduzione teatrale e regia Giancarlo Sepe, con (in ordine alfabetico) Francesco Barra, Sonia Bertin, Mauro Brentel Bernardi, Gisella Cesari, Silvia Como, Tatiana Dessi, Eugenio Mastrandrea, Riccardo Pieretti, Antonia Renzella, Giovanni Tacchella, Guido Targetti, e con Luca Biagini, scene e costumi Carlo De Marino, musiche a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, preparazione canora Giorgio Stefanori, luci Guido Pizzuti, macchinista costruttore Alessandro Ciccone, sarta di scena Sharon Di Porto, organizzazione Grazia Sgueglia; Associazione Teatro La Comunità 1972 e Teatro di Roma – Compagnia del Teatro La Comunità

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