Il candidato sindaco Bocci difende l'ordinanza del prefetto

Viminale: sicurezza Firenze, alla città 46 agenti in più e 1,26 milioni dal decreto sicurezza

di Redazione - - Cronaca, Politica

ROMA – Con i fondi del Decreto Sicurezza Firenze ha ottenuto 1,26 milioni di euro dal 2018 al 2020. Ha avuto poi 663mila euro per la videosorveglianza e con Scuole sicure ha beneficiato di 96mila euro per la vigilanza degli istituti scolastici. Lo fa sapere il Viminale, ricordando che da ottobre 2018 sono stati inviati in città 46 poliziotti in più. E
nel piano di riorganizzazione è previsto l’aumento dell”organico fino a 863 agenti. Altri rinforzi arriveranno con il piano di assunzioni già finanziato da questo governo.
Per l’operazione Strade sicure (vigilanza a obiettivi sensibili) sono presenti 145 militari a Firenze. Fondi e
rinforzi si aggiungono a nuovi strumenti operativi offerti a sindaco e polizia municipale col Decreto Sicurezza per:
sgomberi, rafforzamento del Daspo urbano, chiusura degli esercizi commerciali irregolari, contrasto delle grandi piazze di spaccio, stretta sui parcheggiatori abusivi. La prefettura, da ultimo, continua il Viminale, «è dovuta scendere in campo per interdire e salvaguardare il centro storico da balordi e spacciatori con un’ordinanza che prevede l’allontanamento di questi soggetti da alcune aree della città».
A Firenze è stata effettuata la sperimentazione del Taser, la pistola elettrica, che a breve dovrebbe diventare una
dotazione standard per le forze di polizia. Contro le mafie, il Viminale ha rafforzato l’Agenzia per i beni confiscati in
termini di uomini e strumenti. A Firenze ci sono 12 immobili confiscati e gestiti dall’Agenzia e altri 16 sono già stati
destinati per progetti di utilità sociale.

Del problema sicurezza parla anche il candidato sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci: «Se ci sono zone completamente chiuse alla circolazione perché devi fare lo slalom tra lo spacciatore e altri problemi è ovvio che il prefetto è costretto a intervenire. Non è una scelta libera, purtroppo non poteva fare diversamente». Lo ha detto a margine di un incontro con le botteghe storiche e gli esercenti in via Palazzuolo, rispondendo ad una domanda sull”ordinanza anti degrado del prefetto Laura Lega.
Bocci ha parlato dell’importanza del decoro della città, affermando che «si rincorrono i problemi perché manca una
visione a 360 gradi. Se il prefetto – ha affermato – è arrivato a dover emettere una ordinanza del genere è perché
evidentemente la situazione non ha garantito quel decoro sufficiente. Qui si è dato un Daspo, io che sono un tifoso so
che quando si arriva a dare un Daspo è perché si tratta di tifosi birbantelli».

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