Le dichiarazioni dell'ex disobbediente

Ispezioni sulla mare Jonio: Mediterranea fa la vittima e Casarini attacca Italia, Ue e Libia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

MARSALA – Proteste e indignazione della Ong Mediterranea e della nave Mare Jonio per l’ispezione della guardia costiera, si sentono perseguitati. «Ieri il comando generale di Roma della Guardia Costiera, ha disposto una ispezione sulla Mare Jonio. Nel provvedimento si parla di una avaria alla nostra nave, ma questa notizia è del tutto priva di fondamento. È stata invece il pretesto per una visita durata sette ore, (la nona accurata ispezione da ottobre 2018!) nel corso della quale non sono stati riscontrati problemi seri. Ci sono state notificate alcune prescrizioni minori, che stiamo già provvedendo ad adempiere». Lo scrive su Facebook Mediterranea Saving Humans la rete delle associazioni italiane che con nave Mare Jonio monitora il Mediterraneo Centrale.
«Rischiano solo di farci perdere qualche giorno prezioso – prosegue Mediterranea Saving Humans – mentre nel MarMediterraneo e in Libia si continua a morire. Nonostante questo, la Mare Jonio ripartirà come previsto la prossimasettimana. Buona Pasqua – conclude la nota – a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà».

«La Mare Jonio è stata, forse, l’unica ad essere ispezionata nella giornata del Venerdì Santo. Siamo fermi in porto a Marsala, sia per le avverse condizioni meteomarine nel Mediterraneo centrale, ma anche per una serie di prescrizioni che la Guardia costiera ci ha dato dopo un’ispezione durata sette ore su ordine arrivato da Roma. Noi, comunque, stiamo lavorando sempre umilmente per rispettare ogni prescrizione per la nostra sicurezza, ma vorremo anche che
tutta questa attenzione fosse posta anche quando la gente muore in mezzo al mare quando non c’è nessuno o che sta morendo dentro i lager libici. Come denunciato anche dalle Nazioni Unite. Non solo da noi». Così Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans e capo missione quando la Mare Jonio salvò 50 migranti poi condotti a Lampedusa, operazione sulla quale ha aperto un inchiesta della Procura di Agrigento; Casarini è indagato assieme al comandante Pietro Marrone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sulla banchina del porto di Marsala, Luca Casarini aggiunge: «Se tutte queste attenzioni verso le ong il governo italiano e gli altri governi europei le rivolgessero verso la drammatica situazione che adesso c’è in Libia, io credo sarebbe meglio. Bisognerebbe chiedersi, come mai il Mediterraneo centrale è diventato la frontiera più pericolosa
al mondo? Intanto, il leader libico Al Sarraj ha dichiarato che la Guardia costiera libica cessa le operazioni di salvataggio in mare per dedicarsi alla guerra».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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