In Italia le grandi imprese sono quasi estinte. Brillano le Pmi, ma lo Stato e le banche non le aiutano

MESTRE – Sebbene le nostre Pmi siano leader in Europa, il nostro sistema produttivo ha ancora dei forti elementi di criticità. Sino alla prima metà degli anni ’80, segnala la Cgia, l’Italia era tra i leader mondiali nella chimica, nella plastica, nella gomma, nella siderurgia, nell’alluminio, nell’informatica e nella farmaceutica. Grazie al peso di molte grandi imprese pubbliche e private (Montedison, Montefibre, Pirelli, Italsider, Alumix, Olivetti, Angelini, Eni), lo sviluppo ruotava attorno a questi comparti.

A distanza di 40 anni abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi settori. «In Italia – spiega Paolo Zabeo – le grandi imprese si sono pressoché estinte, non certo per l”eccessiva numero delle piccole aziende, ma per l”incapacità di questi grandi player di reggere la sfida della globalizzazione». Per la Cgia si deve guardare con più attenzione al mondo delle imprese, specie alle piccole e alle micro, visto che la tassazione resta su livelli insopportabili, il credito viene concesso con il contagocce, l’ammontare del debito commerciale della nostra Pa
verso i propri fornitori è di 57 miliardi di euro, di cui circa la metà è riconducibile ai mancati pagamenti (un’altra delle promesse a vuoto di Renzi quando era premier)..

Le performance delle nostre Pmi (sotto i 250 addetti) e delle micro imprese sono molto positive, anche a livello europeo, per numero delle attività, fatturato, valore aggiunto e occupati. Siamo primi in Ue per numero di imprese (oltre 3.719.000) e pur constatando che anche negli altri paesi il peso delle Pmi è molto simile al nostro, il ruolo
delle nostre micro aziende, invece, ci vede primeggiare, soprattutto quando ci confrontiamo con paesi nostri omologhi come la Germania. In termini di fatturato, invece, l’Italia è al quarto posto in UE con 2.855 mld di euro all”anno (2016). Solo Germania (6.195 mld), Regno Unito (3.976 mld) e Francia (3.696 mld) hanno un risultato superiore al nostro. Tuttavia, quando analizziamo l’incidenza prodotta dalle nostre Pmi sul totale fatturato, tra i big non abbiamo rivali. E così anche relativamente al valore aggiunto delle nostre Pmi e delle piccolissime aziende.
A fronte di 14,5 mln di occupati in Italia (dato al netto dei lavoratori del pubblico impiego e di alcuni comparti economici rilevanti), 11,4 lavorano presso le Pmi, di cui 6,5 nelle micro imprese. In entrambi i casi, l’incidenza sul totale occupati sbaraglia qualsiasi altro grande paese Ue. Così anche per quanto riguarda le microimprese (44,9% sul totale occupati).

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