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Governo: non solo il caso Siri, sale la tensione, si litiga su tutto

ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA – Altro che caso Siri: M5S e Lega trovano sempre nuovi terreni di scontro, in un’escalation ormai inarrestabile man mano che ci si avvicina alle europee. Luigi Di Maio attacca Matteo Salvini chiedendo più sicurezza dopo il
ferimento della bambina a Napoli, il ministro dell’Interno rilancia la castrazione chimica per pedofili e stupratori (50
mila firme raccolte secondo la Lega). Lite tra alleati-rivali anche su un tweet della Difesa poi cancellato e la ministra M5S finisce sotto accusa. Intanto il Pd parla di “governo senza maggioranza” e chiede al premier di riferire alle Camere.
Giuseppe Conte rivendica la sua scelta sul sottosegretario leghista indagato, che deve dimettersi, e in serata parla di
flat tax molto bassa impossibile e di autonomia regionale che non penalizzi il Sud. Il che rende problematico il mi fido ancora del premier, andiamo avanti detto ore prima da Salvini.
Intanto la bimba di 4 anni ferita spinge Di Maio a scrivere «prego per lei. Una cosa è certa: serve più sicurezza, più
uomini sul terreno, più controlli, più prevenzione». Il responsabile della sicurezza del Paese, il ministro degli
Interni, commenta gli arresti per un’altra sparatoria: «È una risposta concreta: lo Stato c”è, si fa sentire, non dà tregua ai boss. Ed episodi come quello di ieri non resteranno impuniti».
Attaccato sul suo terreno, complice la campagna elettorale per le europee, il leader leghista prova a spostare l’attenzione sulla raccolta firme della Lega per la castrazione chimica. «Quasi il 60% degli italiani è favorevole – dice Salvini -, é una legge di civiltà in molti Paesi. Il Parlamento non potrà più far finta di niente! Andiamo avanti finché non sarà legge».
L’argomento non entusiasma affatto i cinquestelle, ma la Lega conta di conquistare una parte degli elettori M5S sul tema. La sfida è ormai a tutto campo. «La competizione elettorale offusca l’azione di governo e mi dispiace, ma l’esecutivo lavora», assicura Conte.
Nel governo però si litiga anche su un tweet del ministero della Difesa sul salvataggio di pescherecci da parte di navi
della Marina, poi cancellato perché la notizia non è vera. Il Viminale di Salvini muove contro la ministra M5S Elisabetta Trenta, l”altro ministero denuncia attacchi politici, il Blog delle Stelle parla di “linea rossa che è stata superata”.
“Trenta non si tocca, pensate alla sicurezza!”, scrive il M5S. Un livello di tensione tra gli alleati che si fa di giorno in
giorno più alto, coinvolgendo non solo i partiti, ma anche le istituzioni nelle quali i leader ricoprono incarichi.
L”opposizione prova a incunearsi nelle contraddizione M5S-Lega. Il segretario Pd Nicola Zingaretti riporta una frase
attribuita a Salvini – Conte non ha più la mia fiducia – e dice: «O è la solita buffonata di un gruppo di buffoni o
prendiamo atto che il Governo non ha più la maggioranza. Il Presidente Conte si presenti alle Camere – dice -. Anche perché i conti sono fuori controllo, l”Ue e i mercati se ne sono accorti e il Ministro del tesoro ha annunciato o tagli ai
servizi o aumento Iva. Gli italiani devono sapere se qualcuno sta governando».
La dirigenza Pd deve però difendersi di nuovo sulla proposta del senatore Luigi Zanda di adeguamento dello stipendio dei parlamentari. «Zingaretti aveva detto che era un’idea personale del suo nuovo tesoriere – attacca Di Maio -. Aveva detto che l’avrebbe fatta ritirare. E invece no, è ancora lì, tanto che è stata assegnata alla commissione Affari Costituzionali. Ragazzi, non c’è speranza!».

«Di Maio smetta di raccontare bugie – risponde Zanda -. Il mio disegno di legge non aumenta gli stipendi di un euro, anzi li diminuisce. Introduce quella trasparenza che c’é nel Parlamento europeo e non in Italia. Ma alle prese con la piattaforma Rousseau e la Casaleggio la trasparenza è l’ultima cosa che i 5 stelle vogliono».


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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