Un rito che si ripete da secoli

Corso di esorcista: preti e laici, in 241 imparano la preghiera di liberazione

di Ernesto Giusti - - Approfondimento, Cronaca, Cultura, Focus, Top News

Padre Gabriele Amorth, il più noto esorcista italiano

ROMA – Vengono evocate scene spaventose, all’interno di luoghi sacri, ma i riti sono gli stessi da secoli. E la consapevolezza
consapevolezza della Chiesa, rispetto alla pratica dell’esorcismo, ha fatto grandi passi in avanti. Oggi si affronta la liberazione dal maligno con tanto di corsi universitari. All’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma si è aperta la XIV edizione del «Corso sull’esorcismo e la preghiera di liberazione». Sono 241 i partecipanti che arrivano da 42 Paesi. Per la stragrande maggioranza si tratta di sacerdoti, ma ci sono anche medici, psicologi, legali, in altri termini laici che si trovano ad affrontare questi problemi.

Gli organizzatori hanno polemizzato con la recente scelta del ministero dell’Istruzione di cancellare il corso, dopo qualche protesta arrivata dai politici, dall’offerta formativa per gli insegnanti. «I giovani sono sempre più attratti dal satanismo e questo corso era importante anche per gli insegnanti», ha detto Giuseppe Ferrari, segretario del Gris, Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa, parlando di miopia e ignoranza sul tema. Critiche dagli organizzatori del corso anche per la statua dedicata a Lucifero, a Vergato, nel bolognese, segno di una deriva, realizzata con tanto di soldi pubblici.L’esorcismo continua comunque ad evocare un mondo che sembra quasi irreale. Eppure «in una società così secolarizzata, sempre più lontana dalla fede, c’è un ritorno a queste pratiche»,
sottolinea padre Pedro Barrajon, docente di teologia e Legionario di Cristo.

La maggior parte dei casi sottoposti all’attenzione della Chiesa si rivelano poi disturbi di tipo psichico. Ma ci sono dei segni precisi che indicano invece la presenza del maligno: «L’avversione al sacro, il parlare lingue sconosciute, una forza superiore a quella naturale», cita ad esempio padre Barrajon. A volte le persone sputano anche vetro, chiodi o pezzi di ferro, come se ci fosse una materializzazione del male. Ma non esistono preti superman che da soli scacciano i demoni. «In un esorcismo o in una preghiera di liberazione ci si immagina un sacerdote che lotta da solo contro il maligno, come se fosse una specie di super sacerdote, quando in realtà è la Chiesa tutta che lotta contro il male», spiega padre Luis Ramirez dell’Istituto Sacerdos dello stesso Ateneo dei Legionari.

La diffusione del male corre anche sui social anche se, hanno sottolineato gli organizzatori del corso, questi mezzi non vanno satanizzati perché, di per sé, sono neutri, dipende dall’uso che se ne fa. Il corso è un sostegno di tipo accademico per chi si trova ad
affrontare queste problematiche ma non dà un patentino per praticare esorcismi. L’unico che può scegliere è il vescovo ordinario, che per la sua diocesi individua i sacerdoti chiamati a questo compito, un servizio pastorale alla pari degli altri.

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Ernesto Giusti

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