Le parole del Procuratore

Roma: piano nazionale contro la tratta di esseri umani, prima riunione a Palazzo Chigi

di Camillo Cipriani - - Cronaca

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Palazzo Chigi

ROMA – Si è svolta questa mattina, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la prima riunione congiunta tra la cabina di regia e il tavolo tecnico promosso da Vincenzo Spadafora, sottosegretario alle pari opportunità, per redigere il nuovo piano nazionale contro la tratta di esseri umani. Erano presenti anche Laura Castelli, viceministro dell’Economia, Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, Jacopo Marrone, sottosegretario alla Giustizia, Armando Bartolazzi, sottosegretario alla Sanità, il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho.

«Questa riunione congiunta- spiega Spadafora- è volta alla conoscenza reciproca tra la cabina di regia e il tavolo tecnico. Occorre valutare ciò che ha funzionato nel precedente piano, scaduto nel 2018, e ciò che, invece, va migliorato o aggiunto». La volontà è quella di riconvocare a fine giugno un’altra cabina di regia congiunta per
stendere una prima bozza del piano che durerà fino al 2020. I fondi stanziati sono 24 milioni di euro. I punti principali, per Spadafora, sono elaborare un modello di raccolta dati e di analisi e lottare alla prevenzione e alla repressione del fenomeno, rappresentato da organizzazioni criminali come la mafia nigeriana.

Il Procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho ha ribadito quanto sia importante la coesione ed il
coordinamento dei vari soggetti in campo. La cooperazione è fondamentale non solo tra le associazioni e le forze dell’ordine, ma anche tra le varie procure. De Raho dipinge quindi il quadro della criminalità presente in Africa: «non si pensi che le donne vengano schiavizzate in Italia. E’ in Africa che esiste una rete criminale formata da vari gruppi in diversi paesi. Coloro che gestiscono il traffico di esseri umani sono soggetti in collegamento tra loro che
operano nei paesi di origine dei migranti, che vengono venduti ad altri trafficanti fino a raggiungere le coste libiche».

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