La protesta contro la presenza del vicepremier

Striscioni anti-Salvini: dilagano in ogni parte d’Italia. La protesta #salvinitoglianchequesti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

ROMA – Dopo i selfie dilaga la saga degli striscioni contro il ministro dell’interno, in un crescendo di slogan che dai balconi del paese rimbalza sui social: la protesta anti-Salvini sembra essere diventata l’ultima frontiera della “nuova resistenza” di quella parte di italiani che prova in questo modo a contrastare l’offensiva elettorale del “Capitano”, commenta qualche parlamentare dell”opposizione.
Il vicepremier fa buon viso, si limita a chiedere di evitare le offese e le minacce, ma intanto corre ai ripari. Oggi ad
esempio, gli va in soccorso il maltempo: a Campobasso il comizio precedentemente fissato in piazza della Prefettura è stato spostato nella sala convegno del Centrum Palace, ufficialmente a causa delle cattive previsioni meteorologiche. Il fatto è che in previsione del comizio già da giorni erano spuntati dai palazzi i lenzuoli: ben 200. Un boom “inaspettato” racconta uno degli organizzatori della protesta che spiega: “sono 72 ore che siamo chiusi alla Casa del Popolo a fare striscioni e rispondiamo a decine di telefonate. I cittadini hanno risposto oltre ogni aspettativa alla nostra azione di disobbedienza politica dopo i fatti di Salerno e Bergamo” dove le forze dell”ordine erano
intervenute per rimuovere gli striscioni.
Intanto mentre si moltiplicano gli hashtag su Twitter come #Zorro (quello che allude all”episodio sul pupazzetto di Zorro raccontato nella biografia di Salvini, per molte ore in cima ai top trend), o #stressasalvini la protesta si organizza attorno #salvinitoglianchequesti, che porta ormai come simbolo della battaglia la foto dello striscione comparso a Firenze:
“Portatela lunga la scala Sono al quinto piano”. Sotto questo hashtag si stanno organizzando le proteste in molte città di Italia a partire da Milano, dove questo sabato il Capitano è atteso in città con Marine Le Pen per il principale evento della Lega per la campagna per le Europee. Pure Napoli, dove domani il ministro è atteso per una riunione del comitato provinciale per la sicurezza, si organizza: dal rione Sanità allo storico quartiere Materdei, dai Decumani alle Vele di Scampia, già spuntano in città i primi striscioni contro il vicepremier.
“Più sono colorati e divertenti gli striscioni meglio è” continua a ripetere il leader del Carroccio che avverte: “quello
che non tollero sono le minacce di morte, insulti e inviti alla violenza. Quelle non sono libere espressioni”

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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