Giovedì 23 maggio alle 20

Firenze: sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sale Myung-Whun Chung

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Il direttore d’orchestra Myung-Whun Chung (foto Silvia Lelli)

FIRENZE – Al Teatro del Maggio uno degli eventi più attesi dell’82° Festival: giovedì 23 maggio Myung-Whun Chung dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nella Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven e nella Sinfonia n. 4 in mi minore per orchestra op. 98 di Johannes Brahms.

Beethoven terminò la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 nel 1802, in un periodo di grande angoscia (l’aggravarsi della sordità gli fece abbandonare definitivamente la carriera concertistica), ma ciò non traspare nel lavoro, pervaso di energia positiva; alla prima esecuzione, l’anno seguente al Theater an der Wien, viene giudicata sorprendente, anche se troppo lunga. La sinfonia si apre con un’introduzione lenta e solenne che cede il passo a un Allegro dove lo scontro tra un primo tema scattante e uno di stampo marziale si fa serrato soprattutto nella sezione dello sviluppo; seguono un Larghetto vibrante di malinconia settecentesca e uno Scherzo (dalla Seconda in poi, ad eccezione dell’Ottava, il compositore adotterà sempre lo Scherzo in sostituzione del tradizionale Minuetto). L’ultimo movimento è un Allegro in forma di Rondò, che prima contrappone e poi scioglie le tensioni accumulate nei movimenti precedenti.

Johannes Brahms si dedicava alla composizione durante le vacanze e tra le estati del 1884 e del 1885 creò la sua Quarta e ultima sinfonia (Sinfonia n. 4 in mi minore per orchestra op. 98): una pagina tanto ricca di dottrina musicale quanto di sfumature malinconiche, in cui ogni idea tematica viene plasmata meticolosamente prima di trovare la sua collocazione ideale. Il primo movimento, ad esempio, è costruito interamente a partire da un intervallo di terza e dal suo rivolto, materiali minimi sfruttati in tutte le loro possibilità (anche il secondo tema è costruito su intervalli di terza così come tutte le altre idee tematiche che sembrano germogliare dal medesimo seme dalle potenzialità infinite). E se nell’Allegro iniziale il compositore esibisce la sua maestria creando con pochi e semplici intervalli un intero e complesso movimento, nel grandioso Allegro finale sfoggia il più alto magistero contrappuntistico costruendo una Ciaccona – una serie di variazioni su un basso ostinato –  su un tema derivato dalla Cantata BWV 150 di Bach.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazzale Vittorio Gui)

Giovedì 23 maggio alle 20

Biglietti da 5 a 100 euro, in vendita in biglietteria, in tutti i punti Box Office e anche, senza sovrapprezzo, sul sito del Maggio.

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