Gli exit poll danno in testa due partiti moderati

Europee: moderati in testa in Irlanda, oggi si vota anche in Lettonia, Malta e Slovacchia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

BRUXELLES – Testa a testa fra i due storici partiti moderati in Irlanda dove si è votato per le Europee, per le elezioni locali e per un referendum sul divorzio veloce. Stando ai primi, ancora approssimativi exit poll diffusi dalla tv Rte, mentre lo scrutinio inizia dalle amministrative, il Finn Gael (Ppe) del premier Leo Varadkar e il Fianna Fail (Alde) di Michael Martin sono attorno al 23% come quota nazionale di voti. A sinistra cala di 3 punti al 12% lo Sinn Fein, mentre volano i Verdi, dall’1,6 al 9%, e resta al 6% il Labour.

Il partito anti-immigrazione di Geert Wilders (Pvv) ed il Partito socialista (Sp) potrebbero non ottenere neppure un seggio al Parlamento europeo, se un secondo exit poll sulle elezioni olandesi, quello del GeenPeil, dovesse rivelarsi esatto. Inoltre stando al nuovo exit poll, che utilizza il risultato ufficiale di 732 seggi su 9000, i laburisti del PvdA di Frans Timmermans ottengono una chiara vittoria con 6 del totale di 26 poltrone dell’Eurocamera che spettano all’Olanda, una in più rispetto a quelle attribuite dalla tv olandese Nos.

I cittadini di Lettonia, Malta e Slovacchia si aggiungeranno oggi a quelli di Gran Bretagna, Paesi Bassi, Irlanda e Repubblica Ceca, nel penultimo giorno di votazione alle elezioni del Parlamento europeo. Fino a domenica, circa 418
milioni di votanti nei 28 Stati membri dell’Unione europea hanno diritto a partecipare alle elezioni per eleggere 751 deputati al Parlamento europeo.

Mentre la Repubblica Ceca sta concludendo il suo secondo giorno di votazioni con i due partiti della coalizione, il movimento populista Ano (Azione del cittadino scontento) del premier Andrej Babis e i socialdemocratici (cssd) di Jan Hamáček, in lizza per 21 seggi, nella vicina Slovacchia, gli elettori selezioneranno 13 candidati. Si prevede un’affluenza maggiore di quella registrata nel 2014, quando alle urne andò solo il 13% degli elettori, la più bassa di tutta l’Ue.

Col resto dell’Ue che va alle urne fino a domenica, il voto olandese mostra il declino nel sostegno ai partiti anti-Ue, in particolare il Pvv dell’alleato di Matteo Salvini e Marine Le Pen, Geert Wilders. Secondo una prima analisi, l’astro nascente dell’estrema destra olandese Thierry Baudet, col suo Forum voor Democratie (FvD) ha drenato voti al Pvv, senza tuttavia consolidare la sua forte performance alle provinciali di marzo, conquistando solo tre seggi.

Gli irlandesi, che votano mentre sono in corso gli ultimi contorcimenti sulla Brexit nel vicino Regno Unito, hanno di norma un’affluenza più alta della media europea (il 52,4% nel 2014) e vedranno 59 candidati contendersi gli 11 seggi che spettano al Paese nel Parlamento Ue. Ventuno gli eurodeputati cechi.

Oltre alle europee, gli irlandesi votano anche per le elezioni locali e per un referendum sul divorzio, nel quale dovranno scegliere se abolire o meno la legge in base alla quale sono necessari quattro anni di separazione per poterlo ottenere. In caso di successo dei sì, il governo è pronto ad accorciare i termini

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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