La reazione del ministro e le provocazioni della Ong

Lampedusa, Sea Watch: Salvini firma il decreto di divieto di ingresso, ma autorizza sbarco 10 migranti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

Foto dal profilo twitter di Matteo Salvini

LAMPEDUSA – Seconda notte al confine con le acque territoriali, a sedici miglia dall’isola di Lampedusa, per la nave Sea watch 3 con a bordo 52 migranti soccorsi nel Mediterraneo. Da due giorni la nave ‘pendola’, come si dice nel gergo marittimo, senza muoversi da quella posizione. In attesa di una svolta. La nave si trova in acque internazionali e sta mantenendo una rotta da ovest ad est e viceversa al di fuori delle acque territoriali italiane. Attende che la procura di Agrigento, come successo in passato, dia il via libera agli sbarchi.

Salvini reagisce subito e informa su twitter «Ho appena firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Ong #SeaWatch3 nelle acque italiane, come previsto dal nuovo Decreto Sicurezza. Ora il documento sara’ alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficanti!».

In attesa dell’aiuto della magistratura l’ong Mediterranea Saving Humans attacca Salvini: «Il ministro dell’Interno ha comunicato da poco e con grande soddisfazione di aver firmato il divieto di entrata a Sea-Watch 3, ma soprattutto alle donne, agli uomini e ai bambini che sono a bordo, soccorsi in acque internazionali mentre rischiavano la morte, in mare o nell’inferno libico. Sono un pericolo per la sicurezza dello Stato? No. L’unico pericolo concreto per la democrazia e i diritti umani –  prosegue Mediterranea – è rappresentato dall’uso illegale ed  illegittimo del potere che mira a trasformare lo stato di diritto in stato di polizia. Salvare vite umane non è un reato. Accanirsi contro persone innocenti, inermi, che chiedono aiuto è un crimine. Un crimine contro l’umanità».

Smentendo queste affermazioni della Ong, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha autorizzato lo sbarco di dieci persone, tre minori, tre donne (di cui due incinte), due accompagnatori, due uomini malati. Lo riferiscono fonti del Viminale.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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