Le parole dure del politico libico

Libia: tra i migranti si nascondono criminali e terroristi, lo afferma il premier al Serraj

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

LIBIA – Il premier libico al Serraj lancia l’allarme terrorismo, molti affiliati all’Isis in fuga si nasconderebbero fra i migranti che fanno rotta verso l’Italia e l’Europa. Ecco le sue parole:

«L’immigrazione illegale e’ un incubo per l’Italia e per l’Europa in generale. Anche noi siamo molto preoccupati per ragioni umanitarie, economiche e di sicurezza. Abbiamo parlato con il vostro governo. In Libia ci sono oltre 800mila migranti, nei nostri centri solo 15mila, proviamo ad aiutarli, ma serve una visione del problema piu’ ampia. Non si puo’ venire qui, girare le immagini di un centro di detenzione e dire che il problema siamo noi. Qui ci sono tantissime persone in fuga, in Europa in molti paesi le porte sono chiuse, e questi stessi paesi criticano la Libia che ospita 800mila migranti!
Dobbiamo trovare un punto di incontro: ricordiamoci anche il problema della sicurezza, tra i migranti possono nascondersi terroristi e fuorilegge, ne abbiamo avuto conferma dalla nostra intelligence. E se faranno azioni criminali, potranno farle anche in Europa. Le ultime informazioni di intelligence – ha sottolineato – dicono
che Abu Bakr al-Bagdhadi e’ nascosto tra Siria e Iraq, ma abbiamo avvertito i nostri partner che durante la guerra l’Isis sta crescendo nel nostro paese, proprio a causa della guerra. Molte cellule dormienti si stanno risvegliando, il rischio non e’ soltanto per noi ma per tutta la regione. L’Isis sta combattendo in alcune citta’ nel sud della Libia, proprio ora. E’ una prova della loro presenza. E sono certo che il terrorismo aumentera’ se i nostri militari resteranno impegnati nella guerra di Tripoli.

Lo ha detto a Sky TG24, in un’intervista esclusiva trasmessa  Sky TG24 Mondo, il presidente libico Fayez al Serraj, che ha criticato l’Europa e tutte le associazioni, in primo luogo le Ong, ca condannano il comportamento delle autorità libiche.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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