Il premier mette i puntini sulle i

Bruxelles: Conte alza la voce coi partners, mentre le nomine dei 5 vertici Ue sono in alto mare

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

BRUXELLES – Conte, parlando del Consiglio europeo, manda messaggi chiari ai partners e afferma: «La lettera – ha detto il premier prima del Consiglio commentando le parole di Moscovici – contiene un messaggio politico chiaro. Non vuole dire che non rispettiamo le regole, finché non cambiano le regole sono queste. Il nostro candidato ideale alla presidenza della Commissione Ue è quello che si predispone a cambiare le regole europee. Se siamo in un sistema integrato  dobbiamo competere con le sfide globali ma all’interno dell’Ue le regole devono essere uguali per tutti. Io voglio competere, ma a parità di armi. Mercoledì in Cdm – ha fatto sapere Conte – faremo definitivamente l’assestamento di bilancio per certificare che i conti vanno meglio del previsto e verificheremo che siamo attorno al 2,1% del deficit e non al 2,5 come prevede la commissione Ue. Nella trattativa con l’Ue c’è un binario tecnico e un binario politico. Su quest’ultimo punto  l’Ue ha un patto di stabilità e crescita che è molta stabilità e poca crescita, dobbiamo invertire un attimo queste regole».

Poi se la prende con i giornalisti: «Qualche giornalista – è andato all’attacco Conte – scrive che sarei venuto a Bruxelles con le mani vuote: io rappresento un Paese del G7, il terzo Paese dell’Eurozona, la seconda Azienda manifatturiera d’Europa: come si può pensare che io venga a mani vuote? Io rappresento tutte le migliaia di realtà imprenditoriali italiani che esportano in tutto il mondo con punte di assoluta eccellenza». Prima del Consiglio il premier italiano ha avuto un colloquio con la Cancelliera Angela Merkel.

Intanto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, prende atto delle difficoltà per la trattativa delle nomine e in un tweet afferma: «Ieri ero cautamente ottimista. Oggi sono più cauto che ottimista». Le difficoltà sono ribadite dallo stallo delle trattative fra i componenti del Consiglio. Il negoziato tra i capi di Stato e di governo dell’Ue sulle nomine dei vertici delle istituzioni, sul tavolo del Consiglio Europeo in corso a Bruxelles,  si presenta «molto difficile e complicato». Lo si apprende da fonti diplomatiche. I leader tenteranno di trovare un accordo, ma non è detto che si riesca a raggiungere  un’intesa tra oggi e domani. C’è anche la possibilità che si tenga un nuovo vertice non il 30 giugno, ma a Parlamento Europeo insediato, cioè dopo il 2 luglio. Un colossale nuovo fiasco della politica europea.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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