Lampedusa: mini sbarco sull’isola, 17 tunisini. Difensori Carola attaccano decreto Salvini

LAMPEDUSA – Nuovo mini sbarco sull’isola di Lampedusa dove, nella notte, sono arrivati 17 uomini, tutti tunisini. La piccola imbarcazione è arrivata nella zona portuale della statua della statua della Madonnina. I tunisini sono arrivati direttamente sulla terraferma.

Intanto Sea Watch continua nella sua forsennata campagna a favore della capitana arrestata, puntando ad agire sull’opinione pubblica in vista del processo penale: «Siamo vicini a Carola, la nostra Comandante. Da questa mattina, dopo aver condotto in porto le 40 persone, si trova agli arresti domiciliari a Lampedusa. La nostra Capitana continuava a chiedere: sono sbarcate le persone? Non facciamo altro che pensare a lei». Lo scrive su Twitter la Sea watch parlando della comandante Carola Rackete che da ieri notte si trova ai domiciliari a Lampedusa in attesa dell’udienza di convalida.

Non poteva mancare il commento dell’avocato di  Carola sule norme di Salvini: «Il decreto sicurezza bis è una misura che noi riteniamo essere incomprensibile sul versante delle esigenze della Tutela della vita umana perché lasciare fuori dalle acque territoriali una nave che ha bisogno di aiuto è contrario alle  norme internazionali». Così l’avvocato Salvatore Tesoriero, che ha aggiunto: «La Comandante Carola Rackete è  molto provata per la situazione ma è una persona lucida e molto forte. Non c’è stato alcuno speronamento ma una manovra fatta in condizione di estrema difficoltà, senza alcuna volontà di uccidere. Una manovra nella quale ci si è avvicinati forse un po’ troppo alla barca della Gdf ma non c’è stato alcun contatto o volontà di speronare la nave». Conferma così una manovra quanto meno imprudenrte e non corretta.

Si preannuncia dunque già la linea di difesa della capitana, sostenuta a spada tratta dai buonisti italiani ed europei e dai governi (Francia, Germania, Olanda e Lussemburgo) che hanno interesse a perpetuare l’attività dei taxi del mare, navi Ong, che portano il loro carico esclusivamente in Italia, che è sempre, guarda caso, il porto vicino più sicuro. Malta e Tunisia per loro non esistono.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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