I britannici si liberano del giogo di Bruxelles

Brexit: la Gran Bretagna cancella tutte le leggi europee. L’Italia non potrà fare altrettanto

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

In attesa della fatidica data del 31 ottobre 2019, che sancirà l’uscita del Regno Unito dalla Ue, il ministro britannico per la brexit, Steve Barclay, ha firmato la legge che cancella l’atto del 1972 che sanciva l’adozione delle leggi europee da parte del Regno Unito.

Lo riferisce un comunicato del governo britannico sottolineando che si tratta di “un passo storico per il ritorno dei poteri legislativi da Bruxelles al Regno Unito”. L’annullamento dell”European communities Act’ entrerà in vigore il 31 ottobre, data in cui la Gran Bretagna lascerà l’Unione europea, con o senza accordo.

Si tratta di un evento storico, la Gran Bretagna, che non è mai stata entusiasta dell’Unione Europea e ha giocato un ruolo molti indipendente, non entrando mai nell’Euro, stacca il cordone ombelicale che gli inglesi evidentemente non ritengono essere stato molto vantaggioso.

Un indirizzo che tenta altri Paesi europei, a cominciare da quelli a guida sovranista, che sono sempre di più. Quest’Europa a guida Merkel – Macron, e da sempre dominata da Francia e Germania, con il corollario dei paesi nordici, ha finora sacrificato gli interessi dei paesi del mediterraneo, in particolare Italia e Grecia. Lo ha riconosciuto anche il Presidente della Commissione Juncker  e lo ha detto anche Frau Merkel, la principale beneficiaria di questi anni di regime di austerità che hanno visto e vedono il marco al centro della politica monetaria, non per nulla lo spread è calcolato in rapporto al marco, moneta guida della Ue.

Sarà dunque il caso che i Paesi sacrificati dal duopolio franco-tedesco ripensino alla politica della Ue, che ha riempito di migranti Italia e Grecia e ha beneficiato, dal punto di vista finanziario, le economie più forti. Ma in Italia l’ultima deriva che vede risuscitati Prodi e Renzi e che vedrà fra poco in campo la regia di Mattarella non fa sperare in un cambio di rotta. La maggioranza Ursula (PD, M5S,FI) che ha eletto alla presidenza della Commissione Ue Ursula van der Leyen, delfina della Merkel, si appresta a riacquisire il potere in Italia per continuare nella tradizione di soggiogamento ai poteri europei che per tanti anni ha caratterizzato l’atteggiamento dei nostri governi, in particolare quelli guidati dalla sinistra.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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