Si prepara la legge di bilancio

Manovra: tecnici del tesoro al lavoro per presentarla al futuro governo. Stime 30-35 miliardi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – I tecnici del ministro tria sono comunque al lavoro per imbastire la manovra che dovrà essere approvata in autunno e presentata alla Commissione Ue, e per ora si ragiona su un ordine di grandezza intorno ai 30-35 miliardi, con una possibile convergenza tra M5S e Pd, ancora tutta da verificare, sul taglio del cuneo fiscale in alternativa al progetto di flat tax, caro alla Lega.

Tria ha chiesto di preparare in modo ordinato un eventuale passaggio di consegne. Nel frattempo è partita anche una ricognizione delle possibili risorse finanziarie aggredibili.

Secondo quanto anticipa Luca Cifoni sul Messaggero i grandi capitoli sono ancora le spese dei ministeri, la giungla delle agevolazioni fiscali, i fondi destinati a Quota 100 e reddito di cittadinanza. Su quest’ultima voce si potrebbero risparmiare 2,5-3 miliardi anche nel 2020. La prima cosa da fare è naturalmente disinnescare le clausole Iva, anche se al Mef e pure in ambienti politici è ben presente la consapevolezza di quanto l’impresa sia ardua.

Nel caso si vada ad un governo transitorio che porti al voto in ottobre, allora la scelta sarebbe quella di un decreto che sposti in avanti di 3 mesi – dunque al primo aprile – la decorrenza degli aumenti. Un provvedimento che ha comunque un costo compreso tra i 4 e i 5 miliardi, da trovare oltre che sul fronte di pensioni e reddito di cittadinanza anche attingendo ad ulteriori incrementi di gettito legati alla fatturazione elettronica e alla tracciabilità dei pagamenti.

Se invece si dovesse formare un governo più o meno di legislatura, allora si tratterebbe di definire una manovra compiuta per il 2020, con tutte le valutazioni politiche del caso. Tralasciando eventuali correzioni del deficit tendenziale, ai 23 miliardi delle clausole Iva se ne sommano subito altri 3 legati alle tradizionali spese indifferibili (tra cui i rinnovi contrattuali). Un menu minimo di politica economica porterebbe il conto a 30-35 miliardi. Altri spazi si potrebbero aprire se da una parte cadesse il tabù dell’Iva (con la possibilità quindi di una serie di incrementi mirati) e dall’altra il nuovo esecutivo riuscisse a presentarsi a Bruxelles in modo credibile, per sfruttare una eventuale nuova fase di scelte più espansive legate ai timori per la recessione tedesca.

Ma, nel caso di un governo di legislatura, si dovrà fare i conti con le esigenze di Pd e M5S, tese a soddisfare le pretese delle rispettive clientele per recuperare consensi di fronte alla crescita leghista.

 

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