Il segretario Dem non nasconde la preoccupazione

Pd, Zingaretti accorato: «Scissione di Renzi? No, l’Italia non capirebbe!»

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Politica, Primo piano

Nicola Zingaretti e Matteo Renzi

TORINO – Da Torino, con voce accorata, Nicola Zingaretti ha lanciato un appello a Matteo Renzi e ai suoi perchè evitino la scissione. Ecco le sue parole: «Scissione? Mi auguro di no, il PD unito rende chiara esistenza di un altro soggetto politico che vuole combattere. Proprio l’unità dimostrata in agosto, ha cambiato la storia del Paese, e quando facciamo così non ce n’è per nessuno».

Il segretario del Pd ha aggiunto: «Dividersi sarebbe un errore gravissimo, l’Italia non capirebbe – aggiunge -. Sono però orgoglioso che alcuni militanti abbiano cantato Bandiera rossa, la bellezza del Pd è proprio far convivere culture diverse».

Ovvio che Zingaretti sia preoccupato: se Renzi riuscisse a organizzare una forza centrista, di stampo liberaldemocratico, capace di portare avanti anche alcuni valori della sinistra, il Pd rischia di vedersi relegato all’angolo. E lo stesso governo, che avrebbe l’ambizione di durare fino alla fine della legislatura, superando anche il momento dell’elezione del Presidente della Repubblica, potrebbe cadere prima. Ma a questo punto, salvo un cambiamento totale del Pd nei confronti dell’ex premier (che, per esempio ha giudicato come una purga a se stesso la mancata presenza di dem toscani nel governo), è molto probabile che il 20 ottobre, alla Leopolda, il distacco avvenga davvero. Ettore Rosato e Ivan Scalfarotto, coordinatori dei comitati civici, sono già al lavoro per gettare le basi della nuova forza politica. E c’è anche da chiedersi che effetto avrà, la mossa renziana, sul primo responso elettorale, ossia il voto in Umbria, fissato appena una settimana dopo (27 ottobre) l’appuntamento della Leopolda.

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Sandro Bennucci

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