Nota di protesta dei sindacati

Carceri, San Gimignano: ispettore ferito da detenuto con fornello a gas

FIRENZE – Ha ferito un ispettore della polizia penitenziaria con un fornellino a gas. E’ avvenuto oggi, 8 ottobre, nel carcere di San Gimignano (Siena), struttura di cui si è parlato di recente per l’inchiesta sui presunti pestaggi ai detenuti e dove da tempo sono denunciate condizioni difficili di vivibilità. Ora, nell’episodio odierno, informa il sindacato Fns Cisl di Siena, è stato colpito al volto con un oggetto contundente un ispettore da un detenuto tunisino che gli ha causato una ferita curata con una ventina di punti di sutura. L’ispettore avrebbe anche riportato danni all’udito. Ha evitato conseguenze peggiori il tempestivo intervento dei poliziotti in servizio nel Reparto Media Sicurezza. L’ispettore è stato portato all’ospedale Le Scotte’ di Siena.

Per la sigla sindacale il vile gesto è ulteriore dimostrazione del grave contesto in cui quotidianamente operano donne e uomini della polizia penitenziaria e dell’immediata necessità di dare vita al nuovo progetto per la casa di reclusione di San Gimignano. Anche il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, Donato Capece, ricostruisce l’aggressione all’ispettore dentro il carcere di San Gimignano. «Nel pomeriggio un recluso ha aggredito alcuni poliziotti per futili motivi – scrive in una nota – E’ successo verso le 16.30-17 quando un detenuto tunisino della sezione media sicurezza ha lanciato dall’interno della sua cella un fornellino a gas che, per caso del tutto fortuito, attraversando lo spioncino del blindo ha colpito a un orecchio l’ispettore della sorveglianza generale. Il motivo del folle gesto – prosegue il Sappe – risiede nella pretesa del ristretto di effettuare una telefonata non prevista, che peraltro gli era stata già negata la mattina. Il collega ha riportato una ferita all’orecchio con 12 punti di sutura».

Per Capece, «i detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo ed è grave che la recrudescenza di eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici della polizia penitenziaria».

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