Le spiegazioni del fisco

Tasse: quelle sui redditi prodotti all’estero si pagano nel paese di residenza. Il chiarimento del fisco

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Fisco

L’Amministrazione finanziaria ha chiarito il regime fiscale per i cittadini italiani che si recano a lavorare all’estero, evitando le doppie imposizioni. Le tasse si pagano nel paese di residenza. Il sito PMI.it riferisce infatti che il riferimento normativo è l’articolo 2, comma 2, del Dpr 917/1986, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, in base al quale: ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile. Il successivo articolo 3 prevede che i cittadini non residenti pagano in Italia solo le tasse relative ai redditi prodotti nel territorio dello Stato.

La cosa fondamentale, dunque, è che l’interessato trasferisca la propria residenza nello Stato estero, con il quale esiste accordo per evitare doppia imposizione, iscrivendosi all’AIRE, l’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero. In questo modo, potrà applicare la regola sopra descritta. Se, pur lavorando all’estero, l’interessato non sposta la residenza, la situazione è più complicata perché, in base alla legge,  deve pagare le tasse in Italia. Non c’è comunque il rischio di doppia imposizione qualora  ciò sia escluso dagli accordi bilaterali con lo Stato dove il cittadino si è trasferito: in questo caso, si detraggono dalle imposte italiane quelle già pagate nello stato estero (articolo 165 del TUIR). Si applica, però la tassazione italiana.

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