San Lorenzo: le buone notizie nell’era dei social, Convegno col Cardinale Betori e il direttore di Avvenire

FIRENZE – Ampia e qualificata partecipazione al convegno «Leggere le buone notizie col sorriso, nell’era dei social alla deriva», che anticipa la Giornata della stampa cattolica, promossa dalla Chiesa fiorentina per domani, domenica 27 ottobre. Perfetta l’organizzazione di Antonio Lovascio, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Firenze. Il Convegno si è tenuto nella sala Borsi del complesso mediceo laurenziano a San Lorenzo.

«La missione della stampa cattolica è quella di raccontare i fatti con obiettività e attraverso una lettura della politica, della cronaca, della cultura, del costume e dei problemi locali, nazionali e internazionali, alla luce di un realismo positivo e controcorrente. L’unico stile di comunicazione che può contrastare le deviazioni dei social dalle quali ci ha messo più volte in guardia Papa Francesco”. Così l’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, aprendo . Secondo il card. Betori, “non si tratta però di demonizzare uno strumento, ‘fonte di conoscenze e relazioni un tempo impensabili’, ma di essere consapevoli che la rete ‘può anche potenziare il nostro autoisolamento come una ragnatela capace di intrappolare’, aggregando solo i simili e fomentando spirali di odio. In questo contesto – ha sottolineato il porporato – Avvenire, il settimanale Toscana Oggi, con il dorso diocesano de l’Osservatore Toscano e Radio Toscana, svolgono un importante servizio di verità, capace di cogliere le preoccupazioni, i desideri, i progetti delle persone”. “In una società sempre più multiculturale e multireligiosa, dove emergono nuove esigenze, la stampa cattolica – ha concluso l’arcivescovo – deve rivolgersi a tutto il Paese, con un servizio rispettoso del dialogo culturale e religioso, ma allo stesso tempo in grado di valorizzare senza timori quella verità integrale sull’uomo che la luce della fede aiuta più facilmente a percepire e che la Chiesa, esperta in umanità, fa trasparire con le sue ampie visioni».

«La missione della stampa cattolica è quella di dare solidità e affidabilità a un flusso informativo che è magmatico, come la colata di un vulcano in eruzione che travolge tutto, brucia, compresa la credibilità di fatti e persone, con effetti drammatici sulla qualità della nostra vita civile e della democrazia». Lo ha detto Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, il quale, nel ricordare come molti giornali stiano pian piano scoprendo le buone notizie, ha ribadito l’importanza di «dare cittadinanza mediatica a tutte quelle persone che fanno del bene, che tessono reti di vicinanza, che illuminano le solitudini. Per troppo tempo – ha concluso – siamo stati affascinati solo dal lato oscuro della realtà, di una cronaca grondante di negatività. Se fosse per certe prime pagine di giornali, il mondo sarebbe già finito. Se ciò non è accaduto, è proprio perché ci sono tante cose buone che abbiamo l’obbligo di raccontare».

«Il compito della stampa cattolica non è raccontare un’altra verità ma la verità. Questa in un certo senso è la ‘buona notizia’ di cui parla Papa Francesco, che ci invita ‘a dire la verità a ogni costo’ senza ‘dipendenza dal potere’, a ‘rovesciare l’ordine delle notizie, per dare voce a chi non ce l’ha’, a saper distinguere ‘le scelte umane da quelle disumane’, a ‘lavorare per la coesione sociale». Lo ha detto Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi.

All’incontro ha partecipato anche Angelo Scelzo, già vice direttore della Sala stampa vaticana, che ha ricordato il ruolo avuto dal card. Giovanni Benelli, con Paolo VI, nella nascita e sviluppo del quotidiano cattolico su tutto il territorio nazionale e poi a Firenze nell’ideazione del progetto di Toscana Oggi realizzato alla sua morte dal successore, il card. Silvano Piovanelli. Domani è prevista una diffusione speciale di Toscana Oggi, con il dorso diocesano de L’Osservatore Toscano, e di Avvenire, nelle parrocchie durante le messe

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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