Sindacati e sindaca non accolgono la proposta

Bekaert: due proposte di reindustrializzazione presentate al Mise, ma per i sindacati non sono sufficienti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Si e’ svolto al Mise il tavolo di monitoraggio sulla situazione produttiva e occupazionale dello stabilimento Bekaert di Figline Valdarno. All’incontro, presieduto dal sottosegretario Alessandra Todde e dal vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, hanno preso parte l’advisor Sernet, i rappresentanti dell’azienda, della Regione Toscana, il sindaco del Comune di Figline Valdarno e le sigle sindacali.

Nel corso della riunione e’ stato fatto il punto sullo stato di avanzamento del processo di reindustrializzazione del sito ed e’ stato fornito un quadro aggiornato del piano di ricerca di investitori. La Sernet ha informato che, allo stato attuale, sussistono due manifestazioni di interesse. La prima da parte delle Trafilerie Meridionali, azienda abruzzese che opera da 60 anni nel settore delle trafilature e specializzata nella produzione di Bead Wire, la seconda da parte della costituenda cooperativa dei lavoratori.

La prima manifestazione d’interesse prevederebbe lo stanziamento di 21 milioni di investimenti e la compartecipazione di altri soggetti in qualita’ di partner industriali e finanziari. Relativamente alla seconda manifestazione d’interesse, la costituenda cooperativa di lavoratori e’ un’iniziativa alla quale hanno aderito circa 70 lavoratori della Bekaert che hanno fornito una bozza di piano, tuttora in fase di sviluppo, che si avvarrebbe del supporto della Legacoop Toscana.

«E’ fondamentale preservare il know how dello stabilimento di Figline Val D’Arno e che la solidita’ del piano industriale e dei soggetti coinvolti sia efficace per il progetto complessivo. Non vogliamo che venga perso un polo produttivo cosi’ importante per il Paese e per il territorio e vogliamo dare un futuro solido ai lavoratori. Il tempo, in questo quadro, e’ un fattore determinante. Riconvocheremo il tavolo entro gli ultimi giorni di novembre, in modo da permettere all’advisor di poter andare avanti con il lavoro, proseguendo con il coinvolgimento del soggetto industriale», ha dichiarato Todde.

«Stamani è stato fatto un passo in avanti; c’è una possibilità concreta, ma è necessario dargli effettiva sostanza e fattibilità e va fatto nei tempi giusti; e se non bastano i due mesi rimasti di cassa integrazione bisogna trovare il tempo per concretizzarla. Di certo non accetteremo che i lavoratori vengano licenziati». E’ il commento del segretario generale Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini, e del segretario generale aggiunto Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi, al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla Bekaert. «Non ci riteniamo soddisfatti dell’incontro», dichiara Daniele Calosi, segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze che aggiunge: «a due mesi dalla scadenza della cassa integrazione per i 211 lavoratori, ci troviamo davanti a due sole proposte, di cui una frutto di un’iniziativa di alcuni lavoratori».

«Sicuramente il tavolo di oggi ha avuto un esito assolutamente insufficiente – ha spiegato la sindaca Mugnai – rispetto alle nostre richieste. Insieme alla Regione Toscana e alle sigle sindacali abbiamo chiesto soprattutto che ci sia del tempo per questi lavoratori, in modo da poter valutare, analizzare e approfondire le proposte di reindustrializzazione, superando la scadenza del 31 dicembre».

Infine Nardella: « Il Governo deve farsi garante dell’individuare un acquirente che porti in fondo la reindustrializzazione: questa è la cosa più importante oltre la proroga della cassa integrazione».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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