La parabola dei presidenti francesi

Macron, il declino a metà mandato (dal 62 al 34% di gradimento), come tutti i suoi predecessori

di Paolo Padoin - - Cronaca, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

La popolarità di Macron era caduta in basso nel 2018, ma è risalita, non di molto, nel 2019, grazie alla fermezza dimostrata contro le manifestazioni dei gilet gialli.  Giunto a metà del quinquennio  il Presidente vanta (si fa per dire) il 34% di cittadini soddisfatti, secondo il barometro Ifop-JDD. Mentre il sondaggio Kantar (ex TNS Sofres) pubblicato sulla rivista Le Figaro gli attribuisce solo il 30% di fiducia.
Dalla sua elezione, il capo dello stato ha visto crollare la sua popolarità. Degli otto istituti che conducono un sondaggio mensile sulla popolarità dei maggiori dirigenti in Francia, la caduta di Macron, rispetto al momento della sua elezione, varia da 12 punti (Elabe) e 13 punti (Ipsos) a 27 punti (Kantar e OpinionWay) e 28 punti (Ifop).

Un confronto del declino a metà mandato, riferito agli ultimi 4 presidenti.

Dei quattro presidenti eletti per un mandato di cinque anni, Jacques Chirac è quello che ha perso il minimo in due anni e mezzo, visto che è calato di soli 10 punti passando dal primo al secondo mandato dal 51% al 41% di soddisfazione dei cittadini, secondo Ifop. Macron, passando a metà mandato dal 62% al 34,% (-28 punti), ha registrato lo stesso crollo, nel periodo analogo,  di Nicolas Sarkozy, dal 65% al 38% (- 27 punti). Ma se l’è cavata molto meglio di François Hollande, che nello stesso periodo aveva perso 47 punti (dal 61% al 14%).

L’operato di Emmanuel Macron, dopo due anni e mezzo, risulta più apprezzato dagli uomini che dalle donne. I giovani sotto i 25 anni all’inizio erano quelli meno favorevoli, ma adesso è in questa categoria che il Presidente ha perso di meno. -18 punti secondo Kantar, -12 punti secondo Ifop. Al contrario,  tra gli over 65 il Presidente registra un clamoroso crollo (rispettivamente 32 e 31 punti).

Macron è stato spesso descritto come presidente dei ricchi e delle banche, e in effetti la sua popolarità è diminuita meno fra coloro che hanno redditi più alti (23 punti, secondo Kantar) che fra i meno abbienti (31 punti). Nel barometro Ifop-JDD,  ha perso 18 punti tra gli imprenditori e 31 punti tra gli operai; 24 punti tra i dipendenti privati ​​e 33 tra quelli del settore pubblico. A livello politico la disaffezione emerge più chiaramente con i melenchonisti (30 punti, secondo Kantar) e i socialisti (48 punti) che con i fillonisti (27 punti).

Un quadro non proprio entusiasmante per il pretenzioso Chef d’ État, un presidente che, per la Costituzione e l’ordinamento francese, ha poteri di gestione anche dell’esecutivo, a differenza del nostro Mattarella. Ma i nostri presidenti, rigorosamente di sinistra, hanno il vantaggio di operare in un ordinamento costituzionale nel quale ormai la debolezza della politica e delle coalizioni governative consentono all’inquilino del Quirinale di fare il bello e il cattivo tempo, come è successo con Napolitano e sta continuando con Mattarella.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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