Le indagini degli agenti della Digos

Inchiesta a Firenze e Siena, 12 indagati: progettavano di far saltare la moschea di Colle Val d’Elsa (Video)

di Redazione - - Cronaca, Top News

Video della Polizia di Stato

FIRENZE – Gli indagati sono 12. Secondo l’accusa avrebbero progettato, salvo poi rinunciare, di far esplodere la moschea di Colle Val d’Elsa (Siena) ipotizzando di far saltare la condotta del gas ma avrebbero desistito temendo di esser scoperti dalla polizia. Così gli indagati dell’inchiesta sull’estremismo di destra della Dda di Firenze. «Aveva già portato le mappe, gli si voleva far saltare il coso col gas così saltava tutto», si sente dire in un’intercettazione. Poi il progetto sarebbe stato bloccato.

L’operazione della polizia di Firenze e Siena, coordinata dalla Dda, riguarda 12 persone appartenenti agli ambienti dell’estremismo di destra indagate, secondo l’accusa, per detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un’associazione con finalità eversiva. Gli uomini delle Digos, coordinati dalla Polizia di prevenzione, stanno eseguendo numerose perquisizioni a abitazioni e uffici in provincia di Siena. I destinatari del decreto di perquisizione nell’inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo di estrema destra operante nel Senese sono tutti incensurati e tra loro ci sarebbero anche tre dipendenti della banca Monte dei Paschi di Siena. Inoltre, tra loro c’è anche un anziano considerato il più attivo del gruppo. Per la Digos, i contatti tra gli indagati, accusati di detenzione abusiva di armi o esplosivi aggravata dalla finalità del terrorismo, avvenivano sia attraverso i social che personali, con incontri diretti.

In una conversazione intercettata l’anziano invocava la necessità di ricostituire una guardia nazionale repubblicana, in grado di garantire la sicurezza «armi alla mano» per fare «giustizia sommaria» senza bisogno di chiamare le forze dell’ordine. Per risolvere le questioni politiche italiane, affermava ancora in un’altra intercettazione dello scorso ottobre, «bisogna sparare se c’è da andare a sparare – continuava – noi s’ha tutti l’armi e tante». Offese anche contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

AGGIORNAMENTO DELLE 23,00

Sono stati arrestati dalla Digos di Firenze padre e figlio, in flagranza di reato, in seguito ad una perquisizione, per detenzione illegale di esplosivo nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo di estremisti di destra accusati di associazione con finalità di eversione dell’ordine
democratico. Insieme alla detenzione illegale di esplosivo, ricavato da residuati di guerra, sono accusati anche di detenere parti di ordigni bellici,
nonchè parti di armi illegali, come un silenziatore per pistole e fucili.

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