Napoli: Casapound non è un’associazione sovversiva, la pronuncia della Corte d’Appello di Napoli

NAPOLI – Mentre le sinistre si affannano a evocare il rischio di una deriva eversiva della destra fascista, a Napoli un processo durato ben 6 anni contro esponenti di Casapound (uno dei bersagli preferiti di Rossi), accusati di associazione sovversiva e banda armata, è finito con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. Così termina il maxi processo nei confronti di 35 tra dirigenti di militanti di Casapound di Napoli. A pronunciare la sentenza la seconda Corte di Assise di Napoli, che ha emesso una sola condanna a tre anni – per porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi – nei confronti di un esponente. Prescritti invece i reati satellite che riguardavano gli scontri con gli antagonisti verificatisi tra il 2010 e il 2011.

«Ormai non ce lo aspettavamo più – dichiara all’Adnkronos Emmanuela Florino – anche se noi sapevamo che le accuse erano infondate. Ci siamo trovati addosso dei capi di imputazione da Br e per anni abbiamo dovuto sopportare che i giornalisti tiravano fuori sempre questa storia, specie io che sono stata candidata in politica. Siamo contenti di questa vittoria e ringraziamo i nostri bravissimi avvocati. La Corte di Assise ha avuto il coraggio di guardare ai fatti ed esaminare le intercettazioni senza farsi condizionare».

In una nota Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, afferma: «Dopo sei anni di processo che ha visto 35 tra militanti e simpatizzanti di Casapound accusati di associazione sovversiva e banda armata, la Seconda Corte di Assise di Napoli decreta la loro assoluzione perché il fatto non sussiste e per non aver commesso i fatti. Dopo aver costruito un improbabile teorema per il quale un movimento politico che si candidava alle elezioni tentava di sovvertirle con la forza delle armi (mai prodotte in giudizio), il pubblico ministero aveva chiesto pene detentive che andavano da uno a otto anni. Fortunatamente il teorema è stato smontato da un collegio giudicante che ha saputo ricondurre i fatti a quelli che erano: un permanente clima di scontro causato dai sedicenti antagonisti, che negli anni che vanno dal 2011 al 2014 si sono resi colpevoli di decine di attacchi e attentati a Casapound».

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