Candidature praticamente decise

Elezioni regionali: su Giani cadono i veti del Pd. E nel centrodestra spunta Vivarelli Colonna

di Sandro Bennucci - - Approfondimento, Cronaca, Politica, Primo piano

Eugenio Giani

Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana: sarà lui il candidato del Pd alla presidenza della giunta

FIRENZE – Sono caduti i veti in Toscana e ora c’è il via libera anche dal Nazareno con la firma di Zingaretti: Eugenio Giani sarà il candidato del Pd alla presidenza della Regione Toscana alle elezioni di primavera. Ed è sfumata l’ipotesi delle primarie. Dopo la batosta in Umbria e una partita nient’affatto facile in Emilia Romagna, i Dem hanno lasciato cadere i veti incrociati che erano stati posti su Giani. Hanno capito che stavano giocando con il fuoco e che dopo cinquant’anni non era per niente scontata la vittoria nemmeno in una regione che ha connotati di fedeltà al centrosinistra più alto che in tutto il resto d’Italia.

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PLEBISCITO – Resta, è vero, qualche pregiudizio di coalizione: per esempio non sembra convinto Simone Siliani, esponente di Mdp e Si. Ma Alessandra Nardini, aingarettiana vicino a Orlando, ammette che ormai si va verso il nome unico: quello di Eugenio Giani. Le ultime perplessità, più di opposizione alla persona che per vera convinzione politica, sarebbero venute meno dopo il plebiscito dei sindaci del Mugello per Giani. Una scelta per acclamazione che ha fatto svanire gli argomenti di chi vede Giani come renziano (ma chi dimentica che Matteo lo tolse due volte dalla scena anche per la poltrona di sindaco di Firenze?), oppure di chi pensa che sarebbe stato necessario confrontarsi con i % Stelle prima di scegliere. E’ passata invece la tesi di coloro che sostengono che tocchi al Pd, senza se e senza ma, indicare il candidato. E che non c’è nessuno che possa competere, in questo momento, con la popolarità di Giani.

CENTRODESTRA – A far vacillare chi ha cercato di prendere tempo fino in fondo per evitare la candidatura di Giani ha pesato una considerazione: nemmeno la Toscana può essere condiderata vinta in partenza dal centrosinistra e dal Pd. I sondaggi offrono ancora un margine di vantaggio, ma alla fine tutti concordano che peserà il candidato. Anche perchè il centrodestra, dopo anni di candidati votati alla sconfitta, stavolta sembra intenzionato a mandare in campo un possibile presidente che ha fatto molto bene da sindaco: cioè Antonio Vivarelli Colonna, primo cittadino di Grosseto. Un uomo di Berlusconi, certo, ma anche Salvini sembra aver capito di non poter mettere veti. Serve anche  a lui un candidato che possa ottenere consensicin una sfida dove Giani sembra oggettivamente favorito, ma la partita si profila comunque difficile. E da giocare. Per vincere non ci dovrà essere fuoco amico. Nemmeno sotto forma di mal di pancia. Consultazioni, o finzioni, sono finite. Ora può aprirsi una vera campagna elettorale destinata a durare fino al voto di primavera.

 

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Sandro Bennucci

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