Skip to main content

Pensioni: gli scioperi bloccano la Francia, in Italia tutto (o quasi) tace

PARIGI – Il Governo Macron è in grave difficoltà a causa degli scioperi che stanno sconvolgendo soprattutto i trasporti, per protesta contro la riforma delle pensioni annu nciata dal Governo e da Macron, che eleverà a 64 anni l’età pensionabile. Da noi, per l’elevazione a 67 anni, tutti allineati e coperti, anche parte dei sindacati, che non protestano contro le angherie del governo giallorosso. Da sinistra in Italia, tutto si accetta e ovvimente non protestano neppure le sardine, men che meno quelle nere.

In Francia tutt’altra atmosfera, tutt’altra scenografia, sindacati e categorie fanno il loro mestiere, è finita da tempo la luna di miele iniziale con macron e il suo governo di sinistra, apprezzato solo in Italia dai nostri sinistri.

Mentre il capo degli cheminots (i ferrovieri) del sindacato CGT, Laurent Brun, annuncia che non ci sarà alcuna tregua a Natale se il governo non ritira la riforma delle pensioni, gli scioperi bloccano per l’8/o giorno consecutivo la Francia. Una manifestazione  a Parigi, nella centralissima place de la Republique. Manifestanti stanno bloccando già questa mattina il porto di Le Havre, nel nord.

Nei trasporti pubblici, la situazione non è mutata rispetto a ieri: circola un treno ad alta velocità su 4, stessa proporzione per i treni di banlieue e gran parte delle linee della metropolitana parigina sono chiuse. Soltanto il 40% degli autobus sono in servizio. Le Havre, primo porto francese per il traffico di container e città dove è eletto in Parlamento il premier Edouard Philippe, è bloccata da un migliaio di persone che occupano diverse rotatorie. Si tratta di militanti o aderenti della CGT che protestano contro la riforma delle pensioni. L’intera attività portuale è bloccata, tutta la zona industriale è bloccata. E tutto ciò andrà avanti ad oltranza finché il Governo non ritirerà la proposta di legge e non concorderà modifiche sostanziali con sindacati e categorie. Dopo i gilet gialli, che comunque partecipano alle manifestazioni di protesta, un altro fronte molto preoccupante (e pericoloso) si è aperto e sta inasprendosi sempre di più contro il Presidente francese e i suoi.

In Italia ci si affida più che alle proteste, alla via giudiziaria per eliminare soprusi e ingiustizie palesi degli ultimi governi. Blocco della perequazione e taglio delle pensioni alte, rinnovati nel tempo, gridano vendetta e già Corte dei Conti e Tribunali stanno apprestandosi a sollevare la questione di costituzionalità (già avanzata dalla Corte dei Conti del Friuli), davanti alla Consulta. Sperando che la presenza di Amato, che non ha mai manifestato contrarietà ai tagli, seppur considerati illegittimi, e della nuova Presidente marta  Cartabia, osannata come prima donna presidente e come convinta europeista, non faccia pendere la bilancia dalla parte sbagliata, facendo prevalere la ragion di Stato al diritto.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo